Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

Stadio della Roma, Vitek acquista i terreni di Tor di Valle: Parnasi esce di scena

Eurnova ha ceduto le aree ed il progetto legato allo Stadio della Roma

Luca Parnasi esce di scena. Nella complicata partita che ha reso celebri i terreni di Tor di Valle, su cui Marino prima e Raggi poi avevano approvato la realizzazione dello stadio, scende in campo un nuovo protagonista: Rodovan Vitek.

L'operazione tra Eurnova e CPI

Il magnate Ceco, dopo aver comprato il centro commerciale Maximo, ha deciso di acquisire anche l’area che, secondo la delibera 32/2017, è destinata ad ospitare lo Stadio della Roma. Con la CPI Tor di Valle Vitek ha di fatto rilevato anche il progetto dello “stadiofattobene” con un’operazione che, complessivamente, si attesta intorno ai 45 milioni. 

L'avvertimento di Eurnova

La notizia del rogito, attesa da mesi, è arrivata con un tempismo sorprendente. Pochi giorni fa Eurnova era tornata a scrivere al Campidoglio. Con una lettera indirizzata ad assessori, consiglieri ed anche i dirigenti di Roma Capitale, l'azienda di Parnasi aveva ribadito che, l’eventuale revoca della delibera sulla “pubblica utilità”, avrebbe esposto l’amministrazione ad una possibile richiesta risarcitoria di “rilevantissime somme”.
 
L’As Roma ha però già dichiarato, in maniera unilaterale, la rinuncia al progetto di Tor di Valle. E Virginia Raggi si è regolata di conseguenza. Preso atto delle mutate intenzioni da parte della società giallorossa, ha infatti  firmato anche la revoca della pubblica utilità. Per essere ratificato, però, l’atto deve essere votato anche in Aula Giulio Cesare. Ma in Campidoglio la Sindaca non ha più la maggioranza. E questo non è un aspetto secondario.

Una sindaca senza maggioranza

L’investimento di Vitek potrebbe essere motivato proprio dalla considerazione che, il Movimento cinque stelle, non è più un grado di governare l’Assemblea capitolina. Dopo l’addio di Marcello De Vito (passato a Forza Italia) Raggi ha dovuto contare anche su altre quattro defezioni, quelle dei cosiddetti “dissidenti” contrari proprio alla sua ricandidatura in Campidoglio. Potrebbero decidere di farle uno sgambetto.

Uno stadio con meno cubature

C’è infine la carta del contenzioso legale. Eurnova l’ha spesso ventilata per ricordare al Campidoglio di rispettare gli obblighi assunti. E d’altra parte, come la sindaca ha spiegato ai giudici, già in passato l’amministrazione si è trovata nelle condizioni di “sedersi  al tavolo con i proponenti ” ha testimoniato Raggi nel processo a  Luca Lanzalone “per trattare sull'abbattimento delle cubature per limitare il danno”. Potrebbe essere una soluzione che, nella giornata in cui Calenda propone lo stadio a Pietralata, rilancia l’opzione di Tor di Valle. Magari con meno cubature e, conseguentemente, meno opere pubbliche. Difficile comprendere quale sia stato il ragionamento di Vitek. Ma è complicato anche pensare che, l’acquisizione dei terreni sull’ansa del Tevere, sia avvenuta in assenza di un progetto per il loro utilizzo.

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