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Stadio Roma, Raggi revoca il "pubblico interesse": si va verso l'addio a Tor di Valle

Manca solo il voto dell'Assemblea capitolina per archiviare definitivamente la pratica "Tor di Valle"

La sindaca ha deciso: niente stadio della Roma a Tor di Valle. La Giunta Raggi ha infatti firmato la delibera che revoca il “pubblico interesse” sull’operazione. Il Campidoglio, almeno nella sua squadra di governo, ha deciso di mettere un punto ad una vicenda durata nove anni.

La firma delle delibera

Non è stata una decisione semplice. La firma della delibera è stata infatti accompagnata dai timori che da sempre i pentastellati nutrono, nei confronti di possibili richieste risarcitorie del soggetto proponente. Vale a dire di Eurnova, la società della famiglia Parnasi che è ancora oggi proprietaria dei terreni. Già in passato la maggioranza pentastellata, insediatasi con il progetto già approvato dall’amministrazione Marino, si era trovata ad un bivio. Raggi scelse però di puntare su un nuovo progetto, per venire incontro alle richieste dei grillini contrari allo stadio e di quelli che invece temevano le richieste d’indennizzi milionari.

Addio al progetto #stadiofattobene

“L'unica soluzione ammissibile era sedersi al tavolo con i proponenti e trattare sull'abbattimento delle cubature per limitare il danno, lavorando sulle opere che non impattavano sullo stadio. Tanto che alla fine arrivammo al progetto di uno stadio fatto bene” ha recentemente ricordato Virginia Raggi, chiamata a testimoniare nel processo a Luca Lanzalone. Ora per la Giunta Raggi, al netto di qualche tentennamento da parte degli assessori in carica, il progetto dello "stadiofattobene" non esiste più.

A chi spetta la decisione finale

La firma della revoca, però, non rappresenta l’atto finale della lunga vicenda legata a Tor di Valle. Manca infatti l’approvazione finale dell’Aula Giulio Cesare. E’ qui che si gioca un’altra partita in cui, l’opposizione, potrebbe far sentire il proprio peso. Dopo l’addio di Marcello De Vito i 5 stelle non hanno più la maggioranza in Aula Giulio Cesare. Tra alcuni consiglieri grillini, inoltre, continua a serpeggiare il timore che l’amministrazione si stia esponendo alle richieste risarcitorie di Parnasi. La firma della delibera di Giunta è quindi solo il penultimo capitolo della telenovela incentrata sullo stadio della Roma.

La Lazio e Tor di Valle

I terreni di Parnasi, però, interessato a Radovan Vitek. Il magnate ceco è vicino al loro acquisto perchè, l’area, potrebbe tornare utile per la SS Lazio. Il presidente Lotito non ha mai nascosto l’interesse di dotare i biancocelesti di un proprio stadio, e l’ansa del Tevere, al netto d’un progetto comunque da rivedere in termini di cubature, potrebbe fare al suo caso. Resta invece da capire dove, Dan Friedkin, intenda realizzare il tempio giallorosso.

Dove fare lo stadio della Roma

E’ stata la società di Trigoria, che averebbe dovuto beneficiare del progetto ereditato da Pallotta, a dichiarare l’intenzione di sfilarsene. L’obiettivo della nuova società americana è quello di realizzare un impianto che sia “verde, sostenibile ed integrato con il territorio”. Condizioni che hanno aperto a suggestive ipotesi, dall’area degli ex Mercati generali a quella del Gazometro. Suggestiva è anche l’idea di realizzarlo nella zona dove sorgeva l’ex Velodromo olimpico. E’ però di proprietà di Eur Spa che intende “valorizzare” quella zona, puntando su altri progetti urbanistici. In attesa che l’assemblea capitolina ratifichi la decisione della Giunta Raggi, revocando  il pubblico interesse sull’operazione di Tor di Valle, il “toto stadio” continua.

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