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Venerdì, 1 Luglio 2022
Politica

Stadio Roma, Raggi minaccia querele e rassicura i grillini. Ma nessuno porta in aula la revoca di Tor di Valle

La Sindaca torna sulla questione dello stadio: "Ai consiglieri dico di stare tranquilli". Replica Eurnova

La revoca della delibera sulla “pubblica utilità” dello stadio non è stata ancora calendarizzata. Ma la posizione della Sindaca è intransigente. Va votata perchè, l’As Roma, non è più interessata all’operazione. Solo che per farlo ha bisogno di tutti i suoi consiglieri, ammesso che bastino.

La posizione della Sindaca

Nello stallo che sta caratterizzando l’attuale fase, Raggi ha deciso di uscire allo scoperto. Per ribadire il muro contro muro con Eurnova;  per scaricare la responsabilità sulla mancata votazione della delibera sul presidente dell’Assemblea Capitolina, l’ex pentastellato Marcello De Vito. E rinserrare i ranghi nella truppa pentastellata che, nella giornata del 15 luglio, è anche stata sconfitta dai consiglieri dell’opposizione.

“Voglio che lo stadio si faccia, lo chiedono la città, i tifosi e la società- ha dichiarato Raggi ai microfoni di Centro Suono Sport- In questo momento è fondamentale chiudere il progetto di Tor di Valle al quale siamo vincolati. Sulla base legge stadi, la società sportiva proponente e la sviluppatrice dovevano essere d'accordo per lavorare su Tor di Valle. La Roma si è espressa, non vuole il progetto, Eurnova non ha presentato i documenti necessari. Dobbiamo chiudere la progettualità e voltare pagina”.

La querela promessa e le rassicurazioni ai consiglieri

Nel corso della trasmissione radiofonica “Te la do io Tokyo”, la Sindaca ha avuto modo di tornare sulla lettera che, Eurnova, prima di cedere i terreni di Tor di Valle a Vitek aveva mandato ad assessori, consiglieri e dirigenti capitolini. "Purtroppo Eurnova ha fatto una serie di pressioni, ha scritto lettere ai consiglieri facendo pressioni, dicendo che dovrebbero pagare di tasca loro il mancato progetto dello stadio. Gli avvocati del Comune hanno detto che non è così. Per questo è pronta una querela per le pressioni di Eurnova” ha dichiarato Raggi che “ai consiglieri - ha aggiunto - dico di stare tranquilli”.

La replica di Eurnova

Le reazioni della società di Parnasi non hanno tardato ad arrivare. Eurnova ha intanto “smentito in modo assoluto” l’accusa di “non aver ottempereato a legittime e motivate richieste dell’amministrazione”. L’azienda di Parnasi, ha precisato infatti che “L'area, sia dal punto di vista materiale, sia giuridico, è libera da qualunque vincolo che ne possa ostacolare la realizzazione dello stadio e dell'intero progetto edificatorio”.
 
Per quanto riguarda invece “le pressioni” cui  ha fatto riferimento la Sindaca, Eurnova ha precisato, con una lettera inoltrata al Campidoglio ed alla Corte dei conti, che “È evidente”,  in caso di revoca, che “l'amministrazione produrrà alla società proponente un danno di enormi proporzioni revocando le proprie precedenti deliberazioni che generarono anni di lavoro e l'impegno economico, già sostenuto, del proponente, nonché le aspettative di realizzazione degli investimenti”.

La delibera ferma nei cassetti

Insomma, con queste premesse, una richiesta di risarcimento appare piuttosto scontata. Come rischia di esserlo anche il contenzioso che finirà per contrapporre il Comune ad Eurnova. Nel frattempo, il progetto dello “stadiofattobene” non viene revocato. E da settimane attende di essere portato in discussione in Aula. Operazione che dovrebbero concertare i capigruppi di tutte le forze politiche che fanno parte dell’Assemblea capitolina. Grillini inclusi.

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