Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

Stadio della Roma, la revoca arriva in assemblea capitolina con Eurnova che minaccia risarcimenti multimilionari

Pesano sulla decisione del Campidoglio le richieste di danni annunciate dalla società di Parnasi

Il progetto dello "stadiofattobene"

Sessanta milioni di danno emergente ed una somma ancor più cospicua, dell’ordine di centinaia di milioni, per il mancato lucro. Sono queste le cifre che i legali di Eurnova sono pronti a richiedere al Campidoglio se sarà revocato il progetto dello Stadio a Tor di Valle.

Il progetto dello stadiofattobene

La delibera intanto è approdata in Aula Giulio Cesare. Prevede il ritiro “in autotutela” della pubblica utilità che Roma Capitale accordato con la delibera 32/2017 al progetto dello “stadiofattobene”. La versione beta, quella voluta dalla maggioranza che per anni il Campidoglio ha difeso e su cui era stata avviata anche “una due diligence  – ha ricordato l’assessore all’urbanistica Luca Montuori –  con cui è stata dimostrata la correttezza dell’iter amministrativo seguito, che infatti non è stato scalfito dalle inchieste giudiziarie”. 

Il passo indietro della Roma

Il cambio di proprietà dell’AS Roma, il soggetto che nella triangolazione con Campidoglio ed Eurnova, doveva portare a Tor di Valle il tempio dei tifosi giallorossi, ha fatto saltare l’operazione. Almeno per i Friedkin, che si sono detti interessati a realizzare "uno stadio verde, sostenibile ed integrato con il territorio". Una scelta unidirezionale contestata dalla società di Luca Parnasi che ha già informato il Campidoglio e tutti i consiglieri, che porterà le carte in tribunale nel caso quel progetto sia revocato

Le intenzioni della Sindaca

La sindaca intanto, nella giornata del 20 luglio, è tornata sulla questione. Lo ha fatto, dai microfoni di Radio Roma Capitale, spiegando che “Com’ è  gia' noto ho denunciato Eurnova”. Ne aveva annunciato l’intenzione, per le pressioni subite dai consiglieri, preoccupati per le richieste di risarcimento e che a più riprese ha tentato di tranquillizzare. “Revocare questa delibera significa aprire una nuova strada, portare nuovi progetti e investimenti a Roma” ha aggiunto la Sindaca. La strada è quella che dovrebbe portare all’individuazione di un altro progetto, più in linea con le mutate esigenze della società giallorossa. Ma bisogna superare lo scoglio della votazione.

La prima votazione

Nella prima seduta, svoltasi nel pomeriggio del 20 luglio, in Aula Giulio Cesare non è stato raggiunto il numero legale. Segnale, forse, che le richieste di risarcimento danni di Eurnova continuano ad avere un certo peso sullo stato d'animo dei consiglieri capitolini. 

Il ruolo decisivo dell'opposizione

Per revocare il pubblico interesse sul progetto dello “stadiofattobene” Raggi cercherà l’aiuto dell’opposizione. Il PD, presentando una serie di emendamenti alla delibera di Giunta, ha lasciato intendere che nel caso venissero approvati, potrebbe fornire il supporto necessario. Un’ancora di salvataggio per l’amministrazione pentastellata che, dopo gli ultimi addii, in Aula dispone di soli 19 consiglieri, più la sindaca, su un totale di 49. Come per tutti gli atti che da ora in avanti verranno votati in Assemblea capitolina, serve una convergenza trasversale. Il destino di Tor di Valle, quindi, è soprattutto nelle mani dell’opposizione che con il suo voto, parafrasando lo chef Alessandro Borghese, potrebbe confermare o ribaltare il risultato.
 

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