Sportopoly Capitolina: ecco le principali anomalie tra gli impianti sportivi in concessione

Dal prestigioso Circolo Canottieri Aniene agli impianti meno noti delle periferie romane, ecco i casi più eclatanti del vaso scoperto dal M5S. Mancano però ancora molte informazioni, per delineare un quadro completo

Immagine di repertorio

C’è di tutto nel file sugli impianti sportivi comunali che il Presidente della Commissione Revisione Spesa di Roma Capitale ha reso noto. Tra le 169 realtà censite, ve ne sono una quarantina, almeno stando ai lavori della Commissione, di cui non risulta alcun tipo di informazione. Di altre invece si conosce l’anno in cui sono state avviate le pratiche per la concessione, di cui però si ignora  la scadenza. Di molte infine non è noto il canone che dovrebbero pagare annualmente.

COSTI E DURATE - Alcuni dati, inevitabilmente, attirano l’attenzione. E’ ad esempio  il caso dell’esclusivo Circolo Canottieri Aniene, da cui proviene il Presidente del Coni Malagò. La concessione, stipulata nel 2009,  prevede una durata di ben 42 anni, al costo di 39mila euro l'anno. E’ la concessione più lunga in assoluto tra quelle rilasciate dal Campidoglio, più lunga persino di quella della struttura “ZERO9  e Maurizio Melli” del Torrino, da cui però al Comune entrerebbero ben 519mila euro.

IL CONFLITTO D'INTERESSI - Ci sono poi le concessioni che, come ha ricordato in mattinata la Consigliera del M5S Virginia Raggi, esistono in conseguenza dell’assenza, nel nostro paese, di una cultura che stigmatizzi il conflitto d’interesse. E’ il caso, come ha ricordato la  Consigliera Imma Battaglia (SEL) dell’impianto To Live Sport Center, di cui è titolare Sport 2000, società riconducibile alla moglie di Bruno Campanile, Direttore del Dipartimento Sport durante l’era Alemanno.

LA SPORTOPOLY E LA TRASPARENZA - Ci sono poi le tante concessioni rilasciate a ridosso delle elezioni, 19 nel caso delle ultime. “C’è il sospetto che ci sia stata della fretta, perché ad esempio ve n’è una che è stata data su un'area  che però non ci risulta sia comunale”accenna il Presidente della Commissione Spesa Daniele Frongia. In definitiva, tra dati mancanti, poca trasparenza e scarsi controlli, nel calderone degli impianti sportivi comunali si può davvero trovare di tutto. La partita però potrebbe esser appena iniziata. Se la politica cittadina deciderà di giocarsela fino in fondo, dovrà infatti esser render pubbliche anche tutte le altre informazioni che finora sono mancate. A quel punto sarà chiaro se, come ha accennato oggi il Movimento 5 Stelle, siamo in presenza di una "Sportopoly capitolina".

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