Sos lavori nelle palestre dei municipi, M5s ci mette la faccia: "Nuovi investimenti in bilancio"

Il presidente Diario promette lo stanziamento di nuovi fondi nella prossima manovra economica. Nel VII municipio il record di palestre chiuse per motivi strutturali

Immagine d'archivio

Pavimenti sconnessi, muri scrostati, finestre traballanti e pochi fondi per intervenire sulla messa in sicurezza. Prima di aprire le palestre scolastiche per le attività sportive pomeridiane, quelle offerte dai municipi alle famiglie a prezzi accessibili a tutti, tocca pensare alle condizioni delle strutture. Tante, ancora troppe, necessitano di interventi di manutenzione straordinaria prima di poter essere utilizzati per corsi di basket, pallavolo, karate. Ma i soldi pubblici investiti dal Campidoglio nell'ultimo bilancio, circa 700mila euro, non bastano. E così decine di palestre (in totale sono 512 quelle esistenti sul territorio, 400 quelle disponibili ad oggi, 88 quelle off limits perché inaccessibili o non concesse dai dirigente scolastici) non risultano pienamente agibili. 

"In due anni di governo siamo intervenuti su 30 palestre, 15 il primo anno e altre 15 il secondo anno - spiega a RomaToday il presidente della commissione Sport Angelo Diario - vogliamo arrivare ovviamente ad averle tutte pienamente disponibili, sarebbe un risultato mai raggiunto prima". Per farlo serve rimpolpare la voce in bilancio. "Abbiamo stanziato tra i 600 e i 700mila euro, ma ne metteremo molti di più". Quanti è presto per dirlo. Ma dall'assessorato è arrivata ai municipi una nota con richiesta di quantificare luoghi e portata degli interventi, così da capire di che impegno di spesa parliamo.  

Emblema dell'urgenza è il VII municipio Tuscolano: su 53 palestre esistenti, 18 sono chiuse. Servono lavori di ristrutturazione. E visto che i fondi dal Campidoglio non sono arrivati in misura sufficiente, si è trovata un'altra strada: un bando misto con cui affidare la gestione alle associazioni sportive ma inserendo tra i criteri di accesso alla gara anche il finanziamento dei lavoretti necessari alla messa in sicurezza. "Non potevamo fare altrimenti" spiega in commissione Sport capitolina la minisindaca M5s Monica Lozzi. 

La questione è controversa: il regolamento approvato lo scorso aprile in aula dai pentastellati ha cancellato il contributo economico ai lavori tra i requisiti che danno punti in graduatoria ai partecipanti alla gara. Per non discriminare sulla base delle disponibilità di cassa delle Asd. "Quando l'amministrazione ci darà i finanziamenti faremo un bando diverso" chiosa Lozzi. Anche ad altri municipi avrebbe fatto comodo assicurare qualche lavoretto grazie al contributo delle associazioni che gestiscono gli spazi. "Non lo abbiamo fatto perché il regolamento dice altro" lamenta l'assessore allo Sport Andrea Alemanni del II municipio guidato dal Pd, tra i municipi che per l'affidamento dei servizi sono stati costretti a una proroga tecnica delle concessioni scadute. 

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Il caos bandi: la palla all'Avvocatura

Già, è l'altra grana che tocca le palestre di cinque municipi, quelli che dovevano rinnovare le concessioni scadute: i bandi arrivati in ritardo hanno costretto a proroghe, semestrali, che mettono a rischio la continuità delle attività offerte. Il presidente della commissione Sport ha assicurato che le questioni tecnico amministrative verranno superate una volta acquisito il parere dell'Avvocatura in merito alla possibilità di fare proroghe annuali, che non spezzino i corsi con cambi di gestione a metà anno. La palla quindi passa ai legali del Campidoglio. 
 

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