Martedì, 22 Giugno 2021
Politica

Spending review, Di Stefano: "Il Decreto del Governo non va"

"In sostanza il provvedimento porta con sé una grossa quantità di ombre"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

La Spending Review così com’è non va, rende complicata la riforma in corso di Roma Capitale, taglia con l’accetta migliaia di posti di lavoro nelle controllate regionali, falcidia in modo impietoso la sanità della nostra Regione e rende difficilissima l’azione di governo degli enti locali, tanto da rischiare di portarli al blocco. Non possiamo quindi che rivolgere un fortissimo appello a tutti i parlamentari eletti nel Lazio perché, superando le diverse appartenenze politiche, si mettano rapidamente intorno a un tavolo e propongano delle modifiche efficaci al Decreto Legge sulla Spending Review bis, in modo da farle approvare già da subito, durante la discussione di conversione del decreto in Senato.

Lo dichiara in una nota Marco Di Stefano, presidente della Commissione Consiliare Federalismo Fiscale e Roma Capitale

Questo in sostanza, posso dire, è quello che emerso durante la seduta della Commissione Roma Capitale di oggi, alla quale hanno partecipato l’assessore regionale al Bilancio, Stefano Cetica – che è stato audito in merito alle conseguenze dirette sulle casse regionali della Spending Review, così com’è stata approvata dal Governo – oltre a vari rappresentanti delle autonomie locali, tra cui il presidente della Provincia di Rieti e del Cal, Fabio Melilli, all’assessore al Bilancio della Provincia di Roma, Antonio Rosati, e a vari parlamentari laziali, tra cui i deputati Enrico Gasbarra e Francesco Aracri e i senatori Domenico Gramazio e Roberto Di Giovan Paolo.

In sostanza il provvedimento porta con sé una grossa quantità di ombre: anzitutto, per quanto riguarda lo specifico campo di competenza della commissione che presiedo, c’è da dire che rende quantomeno più complesso e difficilmente leggibile il processo di riforma che deve portare Roma Capitale a prendere definitivamente forma. Se infatti la nascita della Città Metropolitana di Roma (che si sostituisce alla Provincia di Roma) è un elemento nuovo e positivo di grande rilevanza, bisogna vedere ora come ciò si coordinerà con Roma Capitale; c’è infatti il rischio che si attivino una serie di effetti distorsivi: anzitutto rischiamo che nasca una sorta di “Superprovincia romana” in mezzo alle altre Province, accorpate alla bell’e meglio, una “Superprovincia” con nuovi, maggiori poteri ma con un meccanismo di elezione dei suoi organi di rappresentanza complesso e farraginoso che rischia di contrapporre Roma agli altri 120 Comuni del suo territorio già provinciale, ora metropolitano.

Per non parlare dei numerosi posti di lavoro a rischio nelle agenzie e società controllate dalla Regione (parliamo di persone che spesso guadagnano poco più di 1.000 euro) e i fortissimi tagli che arriveranno (ancora…) a trasporto pubblico locale e sanità. Non si era mai visto un provvedimento con conseguenze di tale portata e di tale impatto sulla vita dei cittadini e degli enti locali che fosse stato approvato così rapidamente e con così poco dibattito pubblico… C’è quindi bisogno adesso di senso di responsabilità e spirito istituzionale; non è il momento dello scontro e delle contrapposizioni; questo decreto rischia di trasformarsi in un cataclisma per la salute dei cittadini e per il mondo del lavoro del nostro territorio. Bisogna fare ognuno la propria parte, anzitutto in Parlamento e poi anche qui in Consiglio Regionale, dove già da dopodomani presenteremo una mozione che sottolinea i molti profili di incostituzionalità di un decreto che ci porta a un disastro annunciato.

 

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