Primavalle, giovedì niente sgombero: non passa la linea Salvini, Comune e Regione lavorano alle alternative

L'operazione era in programma per giovedì. Ieri in Prefettura il dietrofront

Il corteo contro gli sgomberi di sabato 22 giugno (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Lo sgombero dell’ex scuola di via di Cardinal Capranica, a Primavalle, è stato sospeso. In programma per giovedì mattina, così come anticipato ieri da Romatoday, è slittato a data da destinarsi, probabilmente di circa un mese. La decisione è stata presa ieri nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza che si è tenuta in Prefettura, indetta in merito all’operazione. A oggi, infatti, Comune di Roma e Regione Lazio non hanno individuato abbastanza alternative per accogliere tutte le persone residenti nello stabile, oltre 200, per un totale di 87 famiglie con un’ottantina di bambini.

Il modello che il Comune di Roma e la Regione Lazio intendono seguire è quello utilizzato per il palazzo di via Carlo Felice 69, dove le alternative sono state individuate prima di un’operazione delle forze dell’ordine, senza prevedere la divisione dei nuclei familiari, e lo svuotamento è stato concordato con i residenti. Con una differenza: per il primo caso si trattava di dare una risposta a una settantina di persone mentre per lo stabile di Primavalle sono quasi il triplo. A questo carico di lavoro, si dovrebbero aggiungere anche le circa 400 persone che vivono nello stabile di via del Caravaggio, a Tor Marancia, il secondo sgombero estivo che era stato messo in programma. Se la posizione del 'prima del alternative' verrà confermata, secondo quanto si apprende, anche questa operazione è destinata a slittare. 

Al tavolo di ieri in Prefettura ha vinto così la linea dello ‘sgombero soft’ sostenuta dalla Regione e dal Campidoglio. Al contrario di quanto annunciato dal vicepremier leghista Matteo Salvini nei giorni scorsi, “nelle prossime settimane ci sono due sgomberi in programma”, nella Capitale del Movimento cinque stelle di Virginia Raggi si tiene il punto di fronte a un’intervento che avrebbe lasciato per strada decine di famiglie, evitando di ripetere quanto accaduto nell’estate del 2017 quando in poche settimane restarono per strada oltre centinaia persone. I movimenti per il diritto all'abitare e le famiglie dell'occupazione, a distanza di pochi giorni dal corteo del 22 giugno, quando migliaia di persone hanno sfilato contro gli sgomberi, avevano già annunciato un presidio di solidarietà per giovedì mattina.

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