Sonny Olumati, il romano che ha "osato" fare una domanda alla Raggi, riempito di insulti dai grillini

Il giovane su facebook risponde con ironia: "Vi svelo chi mi paga"

Sonny Olumati e il senatore grillino Nicola Morra

Nella serata di ieri Michele Santoro, nel suo programma M, ha costruito una trasmissione molto dura nei confronti di Roma e di Virginia Raggi. Le emergenze della Capitale sono state sbattute in faccia ai telespettatori, ma soprattutto della sindaca che, con non poche difficoltà, è stata messa all'angolo dal conduttore, da Riccardo Magi, segretario dei Radicali e da alcuni spettatori. Tra questi uno in particolare ha attirato l'attenzione dei grillini. Si tratta di Sonny Olumati. 

31 anni, romano, ballerino e studente di Medicina, Sonny non è nuovo agli schermi televisivi. Già ballerino per Rai e Mediaset, ha girato un servizio per Nemo su Rai2, fingendosi migrante nel Cara di Foggia. Chiamato in studio da Santoro, Olumati ha posto una domanda con una metafora particolarmente efficace, lontana dai tecnicismi e a misura di casalinga di Voghera: "

"Se io sono a Roma e porto la macchina a lavare e la persona che si prende cura di fare questo servizio dice ok ci penso io. Se poi io torno dopo un'ora e la macchina è ancora sporca e lui mi risponde: "E vabbe era troppo sporca", io da romano gli rispondo: "questo è il lavoro tuo". Questa è la questione: cosa vogliamo fare? Capisco quello che dice, le amministrazioni precedenti e tutte le scusanti. Ma si aspettava che Roma gliela consegnavano profumata? Non è un'ammissione in sè di non saper gestire la situazione?". 

Ne è seguita la risposta della sindaca.

Stamattina però Sonny si è svegliato con il profilo facebook e la posta privata pieni di insulti. Motivo? Da un lato aver osato porre una domanda alla sindaca e di averla messa in difficoltà; dall'altro essere diventato oggetto di una macchina del fango da parte della candidata consigliera alle Regionali del Lazio, Francesca De Vito, e fida scudiera della candidata presidente Roberta Lombardi, e di Michele Giarrusso, senatore della Repubblica italiana. 

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I due, scandagliando il profilo facebook di Sonny Olumati, hanno ritrovato le foto del 31enne con la ministra Fedeli e con il presidente del Senato Piero Grasso. Le foto risalgono alla battaglia portata avanti da Sonny per l'approvazione dello Ius Soli. Olumati infatti, pur essendo nato a Roma, vivendo nella Capitale da sempre e lavorando in Italia, non ha la nazionalità italiana. Non può votare quindi. Da qui il suo impegno in prima linea per lo Ius Soli. Anche in un nostro video l'abbiamo filmato mentre manifesta in piazza durante il Cittadinanza day.

"Da ieri sera", spiega Sonny sul suo profilo, "subito dopo aver posto una semplice domanda alla sindaca di Roma Virginia Raggi, la solita macchina del fango della politica italiana si è messa in moto. Sono stato investito da una valanga di illazioni, falsità ed i soliti insulti razzisti: quelli non mancano mai, per fortuna".

Secondo Olumati però "la cosa più grave è che stavolta a dare il via a questo circo, non siano state le solite pagine fake, ma siano stati direttamente alcuni politici, dai loro profili e pagine, principalmente 2: Mario Michele Giarrusso, Senatore della Repubblica Italiana Francesca De Vito, candidata al consiglio regionale e sorella del Presidente del Consiglio Comunale di Roma Marcello De Vito. Queste persone stanno facendo circolare alcune mie immagini pubbliche e private nelle quali mi faccio dei selfies con il presidente del senato Pietro Grasso e la ministra Valeria Fedeli, alludendo a mie "strane amicizie", dimenticandosi che nella stessa "cartella" c'è anche un selfie con il senatore a 5 stelle Nicola Morra". 

Quindi l'elenco degli insulti. 

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Sonny rivolgendosi a questi politici spiega: "Se per voi porre una domanda normale  alla propria sindaca, vuol dire automaticamente essere una persona corrotta, dovete ammettere che avete un po' di problemi con la parola democrazione e forse con il concetto stesso di libertà di espressione. Riflettiamo prima di attaccare il prossimo. Informiamoci. Apriamo gli occhi. Siete stati voi i primi a dire che il sistema ci manipola, giusto? Per lo meno evitiamo manipolazioni su cose che non esistono".

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