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Politica

Mense virtuose, lotta agli sprechi e mercati della terra. L'appello di Slow Food Lazio ai candidati presidente

L'associazione ha chiesto, in una lettera aperta, maggiore attenzione per il cibo di qualità

Cibo di qualità rispetto dei lavoratori e dell’ambiente e contrasto allo spreco di cibo.  la richiesta che l’associazione Slow Food Lazio ha rivolto, in una lettera aperta, ai candidati alle elezioni politiche per il Lazio, in programma il 12 e 13 febbraio 2023. L’associazione, che conta migliaia di soci, attivisti ed operatori economici, ha voluto scrivere una sorta di “manifesto del cibo”, per chiedere alla futura amministrazione regionale una rinnovata attenzione nei confronti di quello che è “il prodotto più dell’uomo perché da esso dipende la vita”.

Proprio nei giorni in cui emerge che il Lazio è tra le regioni più virtuose per quanto riguarda lo spreco di cibo, secondo un’indagine realizzata Ipsos per l'Osservatorio Waste Watcher International e la sua campagna Spreco Zero, l’associazione Slow Food chiede ai candidati alla Pisana un’attenzione maggiore nei confronti della buona alimentazione.

Le mense

Strutture pubbliche, dalle scuole agli ospedali, dalle comunità alle Università, devono avere mense che promuovano il consumo di prodotti biologici, la fornitura di prodotti stagionali e che abbiano percorso meno chilometri possibile. I menù delle mense, secondo slow Food, devono prevedere “meno proteine di origine animale e più proteine di origine vegetale come i legumi, per rendere più sostenibili e consapevoli i consumi”.

Rilancio dei mercati

L’associazione chiede alla politica un rilancio dei mercati, non solo come luoghi dove si può acquistare il cibo. Per Slow Food Lazio i mercati sono luoghi “di racconto e di valore sociale”. Per questo,  la creazione di una rete di mercati di qualità, presenti in ogni provincia e animati da produttori e artigiani del cibo, “consentirebbe la sopravvivenza e lo sviluppo dell’agricoltura contadina sinonimo di stagionalità, minori trasporti, quindi meno inquinamento e maggiori poteri nutrizionali, economia locale”.

Spreco alimentare

L’associazione, nella sua lettera aperta, ha chiesto iniziative efficaci contro lo spreco alimentare, specialmente in quegli ambiti nei quali la Regione può intervenire direttamente. Gli ambiti prioritari individuati sono quelli della ristorazione collettiva e delle mense ospedaliere. “L’amministrazione regionale – scrive l’associazione - è chiamata a intervenire per prevenire questa piaga laddove il cibo si spreca: non raccogliendolo perché antieconomico, non consumandolo perché lasciato scadere o deteriorare, gettandolo nei rifiuti per problemi di distribuzione e vendita.

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