Domenica, 14 Luglio 2024
Politica

Dopo il caso De Angelis la sinistra spinge per nuove regole: "Fuori i fascisti dalle istituzioni"

C'è una proposta di legge del Pd in Regione e ora una mozione dei dem in Campidoglio. Il braccio destro di Rocca ha abbandonato il ruolo dopo settimane di polemiche sul suo passato

Il caso De Angelis ha aperto una discussione politica intensa all'interno delle istituzioni. Il responsabile della comunicazione istituzionale della Regione Lazio il 29 agosto si è dimesso, dopo lunghe settimane di polemiche.

Il caso De Angelis in Regione Lazio

L'ex giornalista ed estremista di destra, non ha pagato - nonostante le iniziali resistenze di Rocca -  solo per le frasi sulla strage di Bologna affidate a Facebook il 2 agosto, ma anche per alcuni dettagli del suo passato emersi successivamente: da giovane, in qualità di frontman di una band rock di estrema destra, ha composto e cantato canzoni inneggianti a Mussolini e con frasi razziste nei confronti degli ebrei. Per questo è stata presentata una proposta di legge per inserire i valori dell'antifascismo nello statuto regionale e anche in Campidoglio il Pd ha fatto la sua mossa. 

Nostalgici del fascismo, massoni ed estremisti: la regione "nera" di Francesco Rocca 

La proposta di legge per cambiare lo statuto regionale

Dopo le dimissioni di Marcello De Angelis, vecchio amico e braccio destro del governatore del Lazio Francesco Rocca, la consigliera Pd Eleonora Mattia aveva commentato così: "Un atto dovuto - aveva detto - ora si proceda al più presto con la calendarizzazione della proposta di legge per l'inserimento dei valori dell'antifascismo e della Resistenza nello statuto regionale, affinché la giunta Rocca sgomberi una volta per tutte il campo da qualunque possibile ambiguità in tal senso". D'altronde di nostalgici del Ventennio, ex estremisti attivi durante gli Anni di Piombo e anche massoni, alla Pisana, ce ne sono. De Angelis, condannato e finito in carcere in passato per la sua appartenenza a Terza Posizione, è l'unico finora ad aver pagato per il suo passato e ad essersi dimesso. 

Il Pd romano: "Mai neofascisti nelle istituzioni"

Anche in Campidoglio è passata una mozione unitaria delle forze di centrosinistra che chiede un cambio di passo: "Si impegna il sindaco e la giunta a promuovere presso il consiglio regionale - fanno sapere la capogruppo Pd Valeria Baglio e il presidente della commissione Roma Capitale, Statuto e Innovazione tecnologica Riccardo Corbucci - l'introduzione dell'espresso riferimento al valore dell'antifascismo nello Statuto regionale, così come previsto dalla proposta di legge depositata in consiglio regionale dalla consigliera del gruppo del Pd Eleonora Mattia. Si impegna inoltre Gualtieri ad escludere da qualsiasi tipo di incarico istituzionale i soggetti che si richiamino all'ideologia neofascista, alla sua simbologia, alla discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale e di escludere da qualsiasi tipo di beneficio, finanziato o concesso dal Comune o con fondi regionali, nazionali ed europei i soggetti e le organizzazioni che abbiano richiami all'ideologia neofascista, alla sua simbologia, alla discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale nel loro statuto, sui siti internet e sui social network". 

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