Rom, il sindaco finalmente ci mette la faccia: "Chiuderemo i campi"

E' la prima volta che prende posizione sul tema, dopo oltre un anno di governo. "Vogliamo superare i campi, abbiamo delle idee in testa, andremo oltre, e ve lo dimostreremo con i fatti"

"Sono per il superamento e chiusura dei campi rom". Incalzato nel salotto di Announo su La7, Marino è costretto a prendere posizione. La domanda è inaggirabile: sindaco, l'Italia rischia una procedura di infrazione dall'Europa se non chiude i campi, qual è la sua posizione? 

Sullo schermo è appena andato in onda un servizio sugli insediamenti di Salviati, le baraccopoli non lontane da viale Morandi, teatro della guerriglia di Tor Sapienza. Roghi tossici, sporcizia, furti di rame, un lungo elenco di piaghe che ha fatto montare negli anni la rabbia dei residenti, preparando il terreno della polveriera. Il primo cittadino sembra informato.  

"Il campo Salviati 1 che giustamente crea tanto turbamento a Tor Sapienza, è stato aperto come campo temporaneo a metà degli anni '90 dal sindaco Rutelli, mentre il Salviati 2 qualche anno dopo dal sindaco Veltroni. Erano soluzioni probabilmente in sintonia con la visione di quei tempi. Oggi devono essere superate". Finalmente Marino parla di rom, e di strategia. Non lo aveva mai fatto. 

Nessun dettaglio ovvio, ma la direzione, almeno a parole, viene tracciata: chiudere quelle "isole di povertà" che stanno avviando il Paese verso una procedura d'infrazione dall'Europa. E chiedere aiuto al governo nazionale per progetti di assistenza alloggiativa alternativi, e già sperimentati in altre città italiane. 

"Servono finanziamenti per permettere ad esempio il recupero di edifici abbandonati, strumenti per dare la possibilità ai rom di ricostruirli". A condizione che si rispetti la legalità e che i bambini vadano a scuola. "Per chi vuole un lavoro e vuole vivere nel rispetto della città, è giusto che ci sia la piena parità di diritti". E ancora: "Chiuderemo i campi, ve lo dimostrerò con i fatti". Lo ripete, ancora.  

Fino a oggi però, i fatti hanno parlato al posto suo, raccontando altro. Non solo nessuno dei 'ghetti' per rom è stato chiuso. L'amministrazione ha aperto la strada a due progetti per due nuovi villaggi. Il primo, La Barbuta: un nuovo campo accanto a quello già esistente sotto il cono di volo dell'aeroporto di Ciampino, costruito appena due anni fa, ma già pronto per essere smantellato e sostituito da un progetto firmato da Leroy Merlin. Il secondo, La Cesarina, il campo raso al suolo nel dicembre 2013, per il rifacimento del quale il Campidoglio ha già speso più di un milione di euro, tra affitto del terreno e gestione dei rom spostati nel centro di accoglienza di via Visso. 

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Ma il sindaco ha detto che i campi non ci saranno più. Ha detto anche che lo dimostrerà con i fatti. E allora ai due progetti possiamo dire addio. 

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