rotate-mobile
Martedì, 25 Giugno 2024
Politica

Il benessere degli animali negli ultimi 5 anni: cosa ha fatto e cosa non ha fatto Virginia Raggi

La gestione degli animali durante l'amministrazione pentastellata

La Sindaca punta anche sugli animalisti per riconquistra il Campidoglio. Ha già incassato l’appoggio di Maurizio Lombardi Leonardi, l’ex segretario cittadino del partito Animalista italiano. Per non parlare del recente endorsement ottenuto da Alfonso Pecoraro Scanio. Ma Virginia Raggi e la sua amministrazione, si sono mostrati davvero così attenti al benessere degli animali?

I cinghiali a Roma

Per provare a rispondere a quest’interrogativo, occorre fare mente locale. Giusto il tempo per passare in rassegna i 5 anni di amministrazione pentastellata di Roma. La Sindaca è stata eletta nel maggio del 2016. Già da qualche anno, però, nella Capitale circolavano dei cinghiali. "Cinghiali a Roma, aumentano le segnalazioni. Oltre che nel quadrante nord della Capitale altri mammiferi sono stati avvistati a Bufalotta, Giustiniana e Decima Malafede" - scrivevano i grillini su Facebook. Il post, veniva rilanciato dal Consigliere Marcello De Vito aggiungendo un lapidario commento: "Non ci sono parole" . Da allora gli avvistamenti si sono moltiplicati e gli ungulati, raggiunto ogni quadrante della città, hanno finito per impossessarsi di strade e giardini condominiali, parcheggi e giardini pubblici.

La convivenza con i cinghiali, però, in questi anni non è stata semplice. Nel quadrante meridionale delle città, in alcuni condomini sono stati affissi dei cartelli. Avvertono di chiudere i cancelli perchè, questi animali, sembra non abbiano paura degli uomini. A parti invertite, non si può dire lo stesso. Ma cosa ha fatto il Campidoglio per fronteggiare la conclamata emergenza? Nel settembre del 2019, cioè quattro anni dopo i primi avvistamenti, ha firmato un protocollo d’intesa con la Regione e l’ex Provincia per contenere la presenza degli ungulati. Come? Soprattutto con le gabbie. L’accordo prevede che i cinghiali catturati vengano poi anestetizzati e, nella maggior parte dei casi, avviati al macello.

La posizione pilatesca del Comune

Il piano di contenimento dei cinghiali, approvato con la firma al protocollo d’intesa, è stato però oggetto di vibranti proteste da parte degli animalisti. Le soluzioni alternative che sono state prospettate al Campidoglio, a partire dalla sterilizzazione degli animali catturati, al netto dei vari apprezzamenti incassati in commissione Ambiente, non hanno mai prodotto alcun risultato. Si dirà: non è solo il Comune a doversi sobbarcare la pratica dei cinghiali. Vero. Tuttavia è l’ente comunale quello che aveva il compito di limitarne la diffusione, provvedendo innanzitutto a tenere pulita la città. Inoltre aveva l’onere di  “promuovere e sostenere iniziative volte ad individuare metodi alternativi agli abbattimenti selettivi”. Magari suggerendo il trasferimento degli esemplari catturati, nelle oasi per ungulati. Peccato che non siano mai state individuate. Il numero di cinghiali, quindi, resta fuori controllo. E negli occhi dei romani rimangono le immagini dei bambini in lacrime per l’uccisione della famiglia di ungulati. Erano stati colti a grufolare nel giardino Maderno, tre le case dell’Aurelio.

Raggi e le botticelle

Sui cinghiali, scaricando spesso le responsabilità verso l’ente regionale, il Campidoglio non è riuscito a fare neppure i compiti che aveva accettato di assumersi. Per quanto riguarda invece il benessere degli altri animali, come si è comportata la Sindaca? Per i cavalli che da decenni scorrazzano i turisti nelle strade della capitale, cos’è stato fatto da Roma Capitale? In questo caso Raggi, dopo un lungo braccio di ferro con i vetturini, è riuscita a far approvare un regolamento. I cavalli continuano a trasportare le botticelle ma solo nei parchi cittadini. Eppure “in campagna elettorale la sindaca Virginia Raggi aveva promesso che l'abolizione delle botticelle sarebbe stato il primo provvedimento a favore degli animali della sua Amministrazione” ha ricordato l’OIPA a margine dell’approvazione del nuovo regolamento.  E tuttavia le botticelle non sono state abolite. Di fatto “dopo ben due anni e mezzo di annunci a vuoto - ha commentato in maniera ancora più netta la LAV - La maggioranza M5S ha realizzati un punto del Programma dell'ex Sindaco Pd Marino” e di conseguenza “ha tradito il programma della Sindaca Raggi che si era impegnata per l'abolizione”. Il risultato è che i cavalli possono circolare, si diceva, ma solo nei parchi. Non è chiaro però come debbano fare per raggiungerli. Nel merito si è recentemente espresso il TAR che, in sintesi, ha imposto al Campidoglio di tornare a modificare questo regolamento. Ma nella sostanza il risultato ottenuto non è stato all’altezza delle aspettative. E non è un caso se Loredana Pronio, la delegata al benessere degli animali di Roma Capitale, abbia deciso di rinunciare all’incarico proprio per la gestione delle botticelle e dei cinghiali.

La gestione dei canili comunali

Altro tasto dolente, per l’amministrazione Raggi, è quello rappresentato dalla conduzione dei canili comunali. Nel 2015, in piena campagna elettorale, l’allora candidata Sindaca aveva dichiarato guerra al sistema delle proroghe ed ai costi esorbitanti che, al Comune, costava la gestione di ogni cane.  “Fondi pubblici spesi senza alcuna cognizione di causa per alimentare un giro di affari simile a quello dei migranti e dei rom, già svelato dalla Procura” aveva dichiarato nel 2016 la Sindaca che, puntando l’indice soprattutto verso il PD, era sembrata intenzionata ad avviare una rivoluzione nel settore. Cos’è successo poi?. Nei primi anni di mandato non sono mancate segnalazioni di quadrupedi morti in maniera sospetta, di ambienti scarsamente igienici e di poche adozioni. Realtà come  Enpa,  Lav,  Leal, Leidaa, Animalisti italiani, Lndc ed Oipa, hanno così ricordato al Comune che “é responsabile del benessere e della salute” degli animali presenti nelle sue strutture. Ed è pertanto “tenuto a vigilare sulle loro condizioni di detenzione e sulle cure prestate”.In alcuni casi queste proteste, spesso indirizzate alla gestione del canile di Muratella, sono arrivate ad interessare anche i NAS. E’ cambiato qualche cosa? Di sicuro, con una gara triennale, sono stati assegnati ad un operatore i canili comunali di Ponte Marconi e Muratella. Un risultato indubbiamente valido. Raggiunto sul finire dell'estate del 2019. A metà mandato. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il benessere degli animali negli ultimi 5 anni: cosa ha fatto e cosa non ha fatto Virginia Raggi

RomaToday è in caricamento