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Venerdì, 12 Aprile 2024
Politica

Roma a trenta all'ora, Patanè: "Obiettivo dimezzare gli incidenti entro 10 anni"

L'idea è trasformare gran parte delle strade destinate alla viabilità secondaria in zone 30, ovvero aree in cui la velocità massima è 30 km/h: l'intervista all'assessore capitolino alla Mobilità

Il 2022 si è chiuso con un bilancio tragico, oltre 120 persone morte sulle strade romane, e il 2023 non inizia meglio e non lascia presagire miglioramenti: nei primi 11 giorni del nuovo anno sono state tre le vittime della strada nella Capitale, in altrettanti incidenti avvenuti il primo gennaio, il 7 gennaio e l'ultimo l'11 gennaio, uno schianto avvenuto intorno alle 10 su via di Tor Vergata, altezza via Carlo Betocchi.

Dati estremamente preoccupanti, che confermano come Roma sia, a oggi, una delle città italiane in cui è più pericoloso circolare su strada, soprattutto se si è pedoni o ciclisti. E le richieste di adottare quanto prima provvedimenti per aumentare la sicurezza stradale in città arrivano ormai da più fronti, non soltanti dai singoli cittadini che segnalano strade pericolose o dai parenti delle persone che su quelle strade hanno perso la vita, ma anche da comitati e associazioni che si occupano del tema. Ne abbiamo discusso con l'assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè, che sin dall'insediamento ha inserito la questione in cima alle priorità.

Assessore Patanè, Milano dal 2024 diventerà tutta “zona 30”. Secondo Bruxelles è una delle strategie da adottare per arrivare alla cosiddetta “Vision zero”, riducendo gli incidenti e anche le emissioni. A Roma è un modello applicabile?

Assolutamente sì, ed è proprio il modello che vogliamo applicare anche a Roma. L'obiettivo che ci siamo posti, che si inserisce appunto nel solco del programma ‘Vision Zero’, è di ridurre entro 3 anni del 20% i decessi ed i feriti gravi ed entro 10 anni del 50%. Lavorare sul tema della sicurezza stradale è un dovere morale prima che istituzionale e rappresenta uno dei punti più importanti del nostro programma sulla mobilità cittadina. Per questo abbiamo deciso di intervenire sulla messa in sicurezza dei punti stradali più pericolosi.

Sta parlando dei cosiddetti "black point", ovvero gli incroci che, dall'analisi effettuata dagli uffici del Campidoglio e della polizia locale, sono risultati i più pericolosi perché sono stati teatro di un numero notevole di decessi e feriti gravi.

Esatto. Sono state stanziate le risorse per intervenire sui primi 10. Ne sono stati individuati 175, ed entro la fine del 2023 si interverrà grazie a un accordo quadro sui primi 75. Abbiamo inoltre ottenuto fondi pari a tre milioni e mezzo di euro per la progettazione di 69 isole ambientali e zone 30, previste da PGTU e PUMS, sulle quali Roma Servizi per la Mobilità ha completato gli studi di fattibilità individuando perimetro, porte di accesso e principali poli attrattori locali interni. A questi interventi si aggiungono le oltre cento strade scolastiche che vogliamo realizzare: sono in corso le operazioni di revisione finale degli studi di fattibilità relativi all’elenco dei primi 79 istituti”.

Quali sono le aree in cui necessariamente, a suo parere, dovrebbe essere istituito l’obbligo di rispettare il limite di 30 km/h?

Sulle strade di viabilità secondaria dovremmo arrivare ad avere limiti di velocità a 30 chilometri orari quasi ovunque, mentre sulle grandi arterie la manutenzione stradale, il ripensamento degli incroci e delle intersezioni più pericolose dovranno garantire la messa in sicurezza dell’infrastruttura.

Istituire zone 30 e intervenire sull'assetto urbano è fondamentale, ma altrettanto fondamentale è far rispettare divieti e prescrizioni. Come contate di farlo?

Già dal mese di novembre abbiamo iniziato a incrementare i controlli sulle strade con autovelox, tutor ed etilometri. Importante è anche la sensibilizzazione sul tema, in particolare dei più giovani, quindi puntiamo su specifiche campagne di comunicazione che raccontino di  quanto possono essere drammatiche le conseguenze di comportamenti scriteriati al volante o della guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Uno dei nodi fondamentale da sciogliere per eliminare dalle strade il traffico privato e aumentare la sicurezza è offrire ai cittadini un trasporto pubblico efficiente e affidabile. I romani sono, loro malgrado, abituati a un servizio inadeguato. Come “rieducarli”, in modo da dimostrare che il trasporto pubblico può essere valida alternativa all’auto privata e spingerli a usare i mezzi pubblici?

L’automobile è il mezzo preferito dai romani per gli spostamenti e questo è un fatto insito nella nostra cultura. Per modificare le abitudini dobbiamo innanzitutto riportare alla normalità il servizio di trasporto pubblico locale che negli ultimi anni è stato trascurato sotto tutti i punti di vista, a cominciare dalla manutenzione dell’esistente. Importante sarà il grande lavoro che stiamo facendo per l’ammodernamento delle infrastrutture, come l’armamento delle metropolitane e dei tram; poi l’acquisto di nuovi mezzi, bus, tram e treni, e l’apertura di nuove stazioni e nuove infrastrutture di trasporto: dalle undici nuove tranvie, al completamento della Linea C fino a Farnesina; il prolungamento della Metro A, della Metro B e la realizzazione della nuova linea D. Con una rete di trasporto pubblico così rinnovata, a cui si accompagneranno misure progressive di  disincentivo all'uso del mezzo privato, i cittadini romani saranno sicuramente incoraggiati ad utilizzare il tpl lasciando finalmente a casa l’automobile.

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