Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

Sicurezza e migranti, il M5s romano boccia il decreto Salvini: "Effetti devastanti su Roma"

Passa con 28 voti favorevoli la mozione della presidente della commissione Politiche sociali Agnese Catini. Alcuni consiglieri grillini escono dall'aula

Il movimento Cinque Stelle romano boccia il decreto Sicurezza dell'alleato a palazzo Chigi Matteo Salvini. L'Assemblea capitolina ha approvato con 28 voti favorevoli (M5S, Pd e Si) e 3 contrari (FdI) il documento a firma della presidente della commissione Politiche sociali di Roma Capitale, Agnese Catini (M5S), che impegna la sindaca Virginia Raggi e la Giunta a "chiedere al ministro dell'Interno e al Governo di aprire un confronto istituzionale con Roma e le città italiane, al fine di valutare le ricadute concrete di tale decreto sull'impatto in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territori". 

La mozione ha avuto l'effetto di spaccare la maggioranza con alcuni consiglieri del M5S che hanno abbandonato l'Aula al momento del voto. Il documento contiene anche l'impegno per la sindaca "ad approntare tutti gli atti necessari a mitigare gli effetti in termini di diritti sia per i cittadini che per le persone accolte" e, inoltre, "ad incrementare le politiche di accoglienza ed inclusione sociale realizzate da Roma Capitale con particolare attenzione alle fragilità". 

Per la proponente Catini, "gli effetti di questo decreto potrebbero essere devastanti per il nostro territorio. Dobbiamo chiedere un'interlocuzione con il Governo perchè si apra un tavolo con i Comuni, sia con quelli piccoli che con quelli grandi, per valutare gli impatti del decreto e gli effetti sui territori. Allo stesso tempo chiediamo che venga rafforzato il sistema dell'accoglienza per tutte le fragilità".

Roma, ha sottolineato la consigliera M5S, "è una città già complessa, questo decreto legge va a smantellare il sistema Sprar quando noi del nostro eravamo estremamente fieri, perche' era stato pensato e calibrato per valutare gli effetti sul territorio e avere delle concentrazioni minime di migranti sui territori, distribuirli equamente e intraprendere dei percorsi d'inclusione. È stato stimato che con l'applicazione di questo decreto circa 1.000 persone rischiano di uscire dal sistema Sprar, e allora noi ci domandiamo: come si possono dare delle risposte alla città e alle persone che prima venivano accolte così? L'unica risposta può essere rafforzare il sistema di accoglienza delle fragilità di Roma Capitale. Penso che sia giusto che il Governo interloquisca con i comuni che rappresenta e governa per valutare gli effetti dei propri provvedimenti e, in caso, migliorarli". 

Stefano Fassina, capogruppo di Sinistra italiana, ha votato a favore ricordando però che "nella mozione che proponevo la settimana scorsa e che è stata inspiegabilmente bocciata si mettevano in evidenza le conseguenze del decreto legge per la città esattamente come fa questa di oggi. Il problema che deriva dallo smantellamento e dal forte ridimensionamento degli Sprar è che si limita enormemente la protezione umanitaria che è stato uno degli strumenti che ci hanno consentito in questi anni di affrontare un fenomeno complesso".


 

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