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Il Sicel aderisce alla campagna: “Sos fratelli italiani in Crimea”

"Continuano a sentirsi pienamente italiani praticando usi,costumi e lingua del territorio d'origine"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

 

Aiutiamo la comunità neglecta di origine italiana in Crimea

 

Il Sindacato Italiano ( SI ), che fa della difesa dell'ITALIANITA' e della tutela delle ragioni dei lavoratori italiani la sua ragion d'essere - indipendentemente dal luogo di residenza sia esso in Italia o all'estero - avvia una campagna di sensibilizzazione e di aiuto in favore della minoranza italiana vivente in Crimea ( parte della Ucraina), in particolare nella Regione di Kerc sul Mar Nero.

 

La presenza della minoranza italiana a Kerc consta, ad oggi, di poco piu' di 300 italiani di origine, discendenti dei sopravvissuti alla deportazione ed allo sterminio attuato in modo sistematico e criminale negli anni '40 nella Russia comunista su ordine del dittatore STALIN.

 

Si è trattato di un vero e proprio olocausto dimenticato volutamente da gran parte dei "media" a partire dal dopoguerra fino ai giorni nostri, che è costato la vita ald oltre quattromila italiani di origine, le cui famiglie erano emigrate dall'Italia (soprattutto dalla Puglia) alla fine dell'800 nell'allora Russia dello Zar Alessandro II. Accolti favorevolmente dal governo zarista in quanto bravi artigiani e solerti lavoratori per fra progredire economicamente la Crimea, sottratta nel frattempo all'impero Ottomano in via di dissoluzione, riuscirono a sopravvivere nel nuovo regime comunista fino al 1942. In tale anno furono deportati su carri bestiami e trasferiti, quelli rimasti vivi, nei campi di lavoro nell'Asia centrale, ove la stragrande maggioranza perirono tra atroci ed inenarrabili sofferenze. Caduto il regime comunista, allo stato attuale, alla sparuta comunità di sopravvissuti non è stato riconosciuto loro lo status di deportati, né è stata restituita la cittadinanza italiana, da parte dell'Italia, in quanto appunto di origine italiana.

 

Malgrado tutto ciò continuano a sentirsi pienamente italiani (forse più di tanti italiani residenti in Patria), praticando usi,costumi e lingua del territorio d'origine.

 

Pertanto, chiedono un aiuto a quanti possono per far studiare i loro figli con delle borse di studio all'Università per stranieri (sic!) a Perugia,nonchè a costituire la Casa della Cultura Italiana nella regione di loro residenza a Kerc ( Crimea-Ucraina) ed , infine,a vincere la loro annosa battaglia per ottenere finalmente la cittadinanza italiana.

 

Con tale campagna di soccorso in loro favore, il SINDACATO ITALIANO intende diventare, in quanto unica forza sociale a fianco di tale comunità di origine italiana all'estero, il loro Tutor nella assistenza e nell'ottenimento delle loro ragioni umanitarie, ancora colpevolmente disattese da parte delle autorità italiane.

 

Segreteria Confederale SICEL

 

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