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Quarticciolo, dopo lo sgombero scoppia la rivolta: occupato il V municipio

L'assessore Podeschi: "Chiesto incontro all'Ater"

Le immagini dello sgombero di mercoledì in via Ostuni

Non poteva restare senza strascichi lo sgombero di mercoledì mattina al Quarticciolo dove una famiglia con tre bambini è stata allontanata con ingente schieramento delle forze dell'ordine da un locale dell'Ater in via Ostuni. In segno di protesta, ieri mattina una trentina di residenti del quartiere ha occupato la sala del Consiglio municipale di viale Togliatti, a poche centinaia di metri dallo storico quartiere, pretendendo una presa di posizione istituzionale sull'accaduto. 

Lo sgombero manu militari è piombato nel quartiere come cadrebbe un sasso su vassoio pieno di bicchieri di cristallo: Maria, suo marito e i suoi tre figli di 13, 12 e 8 anni si sono ritrovati in un quarto d'ora senza più un tetto sulla testa e quello sequestrato dalla magistratura mercoledì non è l'unico locale accatastato come magazzino ma, di fatto, abitato. "Il Quarticciolo è uno dei quartieri più poveri del V Municipio, che a sua volta è il secondo più povero della Capitale" commenta l'assessore alle Politiche Sociali, Mario Podeschi. 

Buona parte delle case popolari è occupata. "I casi di estrema fragilità economica e sociale sono numerosissimi" spiega l'assessore. "Per esempio venerdì mi è stata presentata anche una signora con un figlio autistico di 12 anni. Ha occupato un immobile in via Giorgio Morandi ma piove dentro ed è pieno di muffa. Così aveva deciso di 'spostarsi' in una casa al Quarticciolo ma mercoledì mattina, contestualmente alle operazioni di sgombero, è stata allontanata in quanto anche questa abitazione era pericolante. Vive con i 280 euro dell'invalidità del figlio e con la pensione minima del padre. Sono situazioni al limite della sopravvivenza". Per questo "ho chiesto all'assessora alle Poltiche Abitative Rosalba Castiglione di attivarsi per ottenere un incontro con i vertici dell'Ater: voglio capire che intenzioni hanno su questo quartiere. E' impensabile intervenire senza un censimento chiaro".

La settimana precedente il caso della famiglia sgomberata in via Ostuni era già finito sulla scrivania dell'assessore. Ma l'iter non si è fermato. "La notizia del sequestro, scattato dietro l'accusa di abusi edilizi, è stata notificata solo una settimana prima" spiega Emanuele, tra gli abitanti del quartiere solidali con la famiglia sgomberata. "Maria aveva una settimana di tempo per lasciare l'abitazione. Così ci siamo mossi per trovare una soluzione. L'avvocato ha preparato la documentazione per rispondere alle accuse di abuso edilizio da sottoporre all'ufficio tecnico municipale nel tentativo di congelare l'istanza di sequestro. Ma non c'è stato il tempo di far arrivare in Procura la posizione della famiglia sotto sgombero". Mercoledì mattina all'alba i blindati delle forze dell'ordine hanno iniziato le operazioni di sgombero. "Maria, suo marito e i suoi tre figli hanno avuto un quarto d'ora di tempo per uscire mentre tutte le loro cose sono rimaste nell'appartamento sotto sequestro" racconta Emanuele. "Non le è stato concesso nemmeno l'aiuto di una parente".

Dopo che la strada dei container Ikea montati dalla Croce Rossa è stata abbandonata sotto il peso delle polemiche, l'unica alternativa proposta dalla Sala Operativa Sociale è la stessa di sempre: casa famiglia per la donna con i tre bambini, la strada per il padre. Una condizione troppo dolorosa da sopportare che, come in tanti altri casi, è stata rifiutata. 

"La verità è che l'unico confronto che gli abitanti del quartiere riescono ad avere è quello con le forze dell'ordine" continua Emanuele. E la linea legalitaria assunta dal Campidoglio preoccupa. "Chiediamo l'apertura di una trattativa reale e permanente con il Municipio, il Comune e l'Ater per trovare una soluzione per tutti". Domenica, per le 17, è stata convocata un'assemblea pubblica nella piazza del Quarticciolo. 

Asia Usb punta il dito contro il Campidoglio: "Questa volta a giustificare lo sgombero non c'è stata neanche l'ipocrita motivazione del rispetto della graduatoria, giacché non si tratta di un appartamento ma di locali seminterrati" hanno scritto in una nota. "La lotta all'abusivismo che le amministrazioni e la magistratura romana stanno conducendo da diverso tempo ha nel mirino la popolazione più in difficoltà, senza riguardo verso donne, minori o anziani".

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