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Emergenza casa, la Regione manda avviso di sgombero a 29 famiglie in stabile occupato a piazza del Popolo

L'ordinanza di rilascio è arrivata una ventina di giorni fa dalla direzione Bilancio e Patrimonio. La Regione: "In corso indagini, atto dovuto". Alzetta: "Sono tutti in attesa di una casa popolare"

A poche ore dallo sgombero dell'Ex Lavanderia, al Santa Maria della Pietà, effettuato per decisione della Prefettura, si diffonde la notizia di un altro stabile a rischio sgombero. Un immobile di proprietà della Regione Lazio, situato in via Maria Adelaide, alle spalle di piazza del Popolo, abitato ormai da 16 anni da un'ottantina di persone, 29 famiglie in tutto. Non perché inserito nella lista delle 'priorità' al tavolo della Prefettura, ma per decisione di un ufficio della Regione Lazio. La comunicazione di "ordinanza di sgombero e diffida" è stata infatti inviata agli inquilini dello stabile dalla direzione regionale Bilancio e Patrimonio.

Una comunicazione che 'ordina' la restituzione dello stabile a "chiunque risulti all'attualità occupare abusivamente l'immobile" e che "diffida" gli abitanti a "rilasciare il medesimo immobile libero da persone o cose entro il giorno 30 dalla notifica del presente atto". Poi conclude: "Si chiede all'autorità di Polizia di stato e alla Polizia locale di assistere questa amministrazione procedente nelle operazioni di sgombero dell'immobile". 

A rendere nota la lettera, Andrea Alzetta, storico esponente dei movimenti per la casa romani ed ex consigliere comunale. "Questa lettera è arrivata una ventina di giorni fa", spiega Alzetta. "Nello stabile vivono 29 famiglie, 80 persone in tutto. Tutti hanno fatto domanda di casa popolare e sono in graduatoria". Poi commenta: "La Regione adesso vuole sgomberare anche queste famiglie. Non è che Zingaretti stia frequentando troppo il ruspista con cui governa?". 

Lo stabile fa parte del patrimonio indisponibile della Regione Lazio che, interpellata, conferma di aver inviato la lettera di diffida e spiega che si tratta di un atto dovuto per il procedimento pendente al Tribunale di Roma. Procedimento che, si legge nella lettera, è attualmente davanti al giudice per le indagini preliminari con l'accusa di occupazione di edifici e per deturpamento di cose altrui. Si legge ancora nel documento: "La procedura di rilascio non richiede la preventiva comunicazione dell'avvio del procedimento trattandosi di un provvedimento di autotutela".

La richiesta di sgombero, si legge ancora tra le premesse, rientra tra gli interventi "volti alla riduzione della spesa per le locazioni passive del piano di razionalizzazione delle sedi regionali" avviato nel 2013 e nel 2014.

L'avviso di sfratto delle famiglie arriva in un momento in cui, a causa dell'emergenza Coronavirus, è stato prorogato il blocco degli sfratti. Anche l'iter per lo sgombero di altri immobili occupati a scopo abitativo nelle mani della Prefettura, a causa dei rischi sanitari connessi a un'operazione simile, è stato per il momento congelato. 

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