Quintiliani, annunciato lo sgombero dei rom: "A rischio i ragazzi pre iscritti nelle scuole"

L'appello urgente dell'Associazione 21 luglio all'Assessore Rita Cutini: "Per come è prospettata quest'azione di sgombero rappresenta una grave violazione dei diritti umani"

"Un'azione che, per come è prospettata, rappresenta uno sgombero forzato, illegale, in violazione dei diritti umani". L'Associazione 21 Luglio scrive all'assessore alle politiche sociali Rita Cutini e lancia un appello per lo sgombero dell'accampamento tollerato di via Casale Quintiliani. Uno sgombero annunciato in via informale e che dovrebbe verificarsi tra domani, lunedì 1 settembre, o al più tardi martedì.

Da alcuni anni, alla fine di via Casale Quintiliani, nel IV Municipio, è presente un insediamento informale attualmente composto da 71 rom rumeni, tra cui 38 minori (alcuni anche di pochi mesi), suddivisi in 17 nuclei familiari. La comunità è conosciuta da diverso tempo dagli operatori dell’Associazione 21 luglio che nei mesi scorsi hanno provveduto alla pre-iscrizione scolastica per 20 minori presso le scuole limitrofe.

Spiega l'associazione: "Nei giorni scorsi, alcuni rappresentanti dell’Assessorato diretto dall’assessore Rita Cutini – accompagnati dalla Polizia Municipale – hanno comunicato verbalmente alla comunità residente dell’imminente sgombero programmato per le prossime 24/48 ore. Alla famiglie – come è di prassi – è stata prospettata, come alternativa abitativa, la sola collocazione delle donne e dei bambini in strutture apposite. Tale alternativa – ormai strumentalmente offerta da anni dalle autorità locali – è stata comprensibilmente rifiutata dalle famiglie rom. L’imminente azione di sgombero comporterebbe la distruzione delle abitazioni dei rom e l’impossibilità, per i minori già pre-iscritti di frequentare regolarmente la scuola dell’obbligo. Essa, così come annunciata e delineata, si porrebbe in violazione delle garanzie procedurali che devono essere rispettate nel condurre gli sgomberi, indicate dal Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite".

Ecco cosa prescrive il comitato citato dalla 21 Luglio:

che lo sgombero sia accompagnato da una genuina consultazione con gli interessati e dalla valutazione di possibili alternative allo sgombero e che sia offerta agli interessati la possibilità di fare ricorso legale; che lo sgombero non abbia l’esito di rendere senza tetto le persone coinvolte né di renderle vulnerabili a ulteriori violazioni di altri diritti umani; che qualora le persone coinvolte non siano in grado di provvedere a se stesse, a queste vengano offerte alternative abitative adeguate; che lo sgombero non venga fatto in presenza di condizioni metereologiche avverse (per le prossime ore è stata annunciata “emergenza maltempo” anche nella città di Roma).
 

Nella lettera l'Associazione 21 Luglio ha comunicato all’Assessore Rita Cutini che, "riguardo l’azione programmata dall’autorità pubblica per le prossime 24/48 ore, presso l’insediamento informale alla fine di via Casale Quintiliani, per come oggi configuratasi e in assenza di soluzione abitative alternative, non è possibile ravvisare il rispetto delle garanzie procedurali previste dal Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite, connotando di conseguenza tale operazione come un’operazione di sgombero forzato, illegale e in violazione dei diritti umani. In assenza delle suddette garanzie l’operazione di sgombero forzato della comunità rom, oltre a comportare di per sé una grave violazione dei diritti umani, avrebbe l’esito non di risolvere l’attuale oggettiva inadeguatezza all’alloggio, ma di reiterarla altrove esacerbando ulteriormente le condizioni di vita e rendendo ulteriormente vulnerabili le famiglie coinvolte".

Viene quindi chiesto all’Assessore "un sollecito e urgente intervento volto a ricondurre tale operazione di sgombero entro un ambito di legalità, attraverso l’apertura di un dialogo con la comunità rom coinvolta e attraverso l’identificazione, preventiva all’operazione di sgombero, dell’offerta di soluzioni abitative alternative adeguate rivolta a coloro che non sono in grado di provvedere a loro stessi".

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