Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica Viale Carlo Felice, 69

Occupazione Carlo Felice, lo sgombero slitta a ottobre: oltre 20 famiglie su 32 verranno accolte dal Comune

Il 19 ottobre è in programma l'incontro finale prima dello sgombero

Si avvia a soluzione il lavoro di Regione, Campidoglio e municipio per arrivare ad uno sgombero concordato con i residenti del palazzo di via Carlo Felice 69, nel quartiere San Giovanni. Al tavolo che si è tenuto ieri presso l'assessorato all'Urbanistica della Regione Lazio in via del Giorgione, a Tor Marancia, erano presenti l’assessore regionale alle Politiche Abitative, Massimiliano Valeriani, la collega capitolina Rosalba Castiglione, la titolare delle Politiche Sociali comunale, Laura Baldassarre, la presidente del I municipio, Sabrina Alfonsi, e i rappresentanti della proprietà. Una riunione che si è rivelata utile per approfondire le possibili soluzioni emerse nel corso dei precedenti incontri, alla luce del censimento degli abitanti che è stato completato nelle scorse settimane. “Siamo a buon punto” il commento dell’assessore Valeriani. “Il lavoro per arrivare ad uno sgombero concordato procede con soddisfazione sia delle istituzioni pubbliche sia della proprietà”. 

All’interno dello stabile di proprietà di Bankitalia, occupato dal 2003, vivono 76 persone, 32 famiglie in tutto. Di queste, 14 hanno all'interno del nuclei dei minori. La maggior parte di queste famiglie è in lista per una casa popolare e altrettanti hanno un reddito Isee inferiore ai 12 mila euro e quindi hanno diritto anche all’assistenza sociale e alloggiativa temporanea del Comune, i cosiddetti Sassat. Secondo quanto appreso da Romatoday, tutti avranno diritto ad una soluzione alternativa. Le assegnazioni avverranno seguendo una sorta di graduatoria delle fragilità.

Sidief, la società che gestisce il patrimonio di Banca d’Italia, ha confermato la propria disponibilità a mettere a disposizione 5 appartamenti. La Regione Lazio, in base alle esigenze, metterà a disposizione il proprio patrimonio non di edilizia residenziale pubblica. La parte di assistenza più consistente spetta al Comune, che si dovrebbe far carico di oltre 20 famiglie. Il Campidoglio punta ad assistere queste persone nei nuovi residence, i cosiddetti Sassat, il Servizio di assistenza e sostegno socio alloggiativo temporaneo della durata di 2 anni.

Nel caso degli occupanti si tratta di ‘Sassat 2’, da distinguere dalle strutture che l’assessora Castiglione sta cercando di reperire sul mercato per procedere alla chiusura dei vecchi residence. Regista dell’operazione ‘assistenza temporanea’ per l’occupazione di via Carlo Felice è invece l’assessora Laura Baldassarre che sta lavorando a un provvedimento per impiegare a questo scopo i beni confiscati alla criminalità organizzata. 

Resta l’incognita dei tempi. Dopo le riunioni tecniche che si terranno nei prossimi giorni, l’appuntamento interistituzionale per chiudere la partita è in programma per il 19 ottobre. L’obiettivo è procedere allo sgombero entro ottobre. I Sassat 2, però, ancora non sono stati individuati. Entro un mese quindi il Campidoglio dovrà varare il provvedimento, individuare gli immobili idonei da destinare all’accoglienza, metterne a bando la gestione e assegnarla. Non si conosce invece cosa accadrà al centro sociale Sans Papiers che svolge da oltre 10 anni le sue attività al piano terra dello stabile. 

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