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Sgombero Caravaggio, prosegue il tavolo per le alternative: intanto cresce la mobilitazione in difesa dell'occupazione

Lunedì 7 giugno una delegazione dei movimenti ha incontrato il municipio VIII. Venerdì mattina presidio a sostegno dell'occupazione

Da un lato il tavolo con le istituzioni per individuare le alternative abitative per 105 famiglie. Dall’altra la mobilitazione cittadina che si sta preparando contro un possibile sgombero con l’impiego delle forze dell’ordine. Sono questi i giorni che stanno vivendo gli oltre 300 residenti dell’occupazione di viale del Caravaggio 105, a Tor Marancia. Donne, uomini, anziani e decine di bambini guardano con il fiato sospeso la trattativa che vede coinvolti i Movimenti per il diritto all’abitare, l’VIII municipio, la Regione Lazio e l’Ater, al quale dovrebbe prendere parte anche il Comune di Roma.

Da un lato la trattativa con le istituzioni, dall’altro le tappe già pronte di una mobilitazione che coinvolge movimenti, studenti, sindacati e realtà cittadine, che si è già data appuntamento all’alba di venerdì prossimo, 11 giugno, data indicata dal prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, come possibile per uno sgombero, decisi a fare di tutto per impedirlo.

Nel primo pomeriggio di lunedì 7 giugno una delegazione dei Movimenti per il diritto all’abitare ha incontrato l’assessora alle Politiche sociali, Alessandra Luigi, per mettere a punto un piano che possa unire ogni famiglia a un alloggio, tenendo conto dei diversi fattori che non rendono automatico questo incrocio, dal numero dei componenti alla grandezza dell’alloggio.

“Sono ottimista rispetto al clima di collaborazione emerso dal tavolo con il municipio. Abbiamo lavorato all’ipotesi che nessuna delle famiglie resterà senza casa”, spiega Luca Fagiano, dei Movimenti per il diritto all’abitare. “Il punto interrogativo ora è capire se anche le istituzioni che dovranno mettere le case sosterranno l’ipotesi emersa”.

Mentre la trattativa continua a tappe forzate, vista l’accelerazione palesata dal prefetto alla fine di maggio, cresce la mobilitazione cittadina a sostegno dell’occupazione. A mobilitarsi “è una parte di società che non solo vuole difendere gli abitanti di Caravaggio ma vede questa situazione come un punto di non ritorno delle politiche abitative cittadine, una parte di società che pensa che non possa essere accettabile una nuova Cardinal Capranica”, ha continuato Fagiano riferendosi a quanto accaduto il 15 luglio del 2019 quando oltre 300 persone vennero sgomberate da un’ex scuola a Primavalle con un ingente schieramento di forze dell’ordine e senza alternativa alloggiative che non fossero dei centri di accoglienza per senza tetto.

“La pandemia ha aggravato le condizioni sociali di molte famiglie. A fine mese riprenderanno gli sfratti. La risposta a occupazioni ed emergenza abitativa non può essere di ordine pubblico, ma servono politiche e piani, anche da parte del governo. Che però non ci sono”.

I prossimi giorni saranno scanditi da una serie di appuntamenti. Giovedì all’ex clinica di via di Torrevecchia, a Primavalle, dove all’inizio di maggio decine di camionette e di agenti delle forze dell’ordine hanno fatto irruzione “per un censimento” che ha avuto l’effetto di alzare la tensione sull’allarme sgomberi. Venerdì mattina, 11 giugno, data indicata dal prefetto Piantedosi come possibile per lo sgombero di Caravaggio, l’appuntamento è alle 5 del mattino davanti all’occupazione. Poi sabato al corteo nazionale sui beni comuni, l'acqua e il nucleare a dieci anni dal referendum. “La mobilitazione continuerà a riconvocarsi anche la prossima settimana. Un pezzo di città continuerà a vigilare su quanto accadrà all’occupazione”. 

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