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Cinema Palazzo, non è finita: si attende il tavolo del Comune per salvare l'esperienza di San Lorenzo

Un incontro potrebbe già essere programmato per la prossima settimana. Intanto sabato gli attivisti tornano in piazza con la raccolta 'Quarantena solidale' e un microfono aperto

Ingressi murati. Piazza dei Sanniti presidiata dalle forze dell’ordine. Il verde dei vasi rimosso una volta per tutte. Due giorni dopo lo sgombero del Cinema Palazzo, l’operazione delle forze dell’ordine è impressa come una ferita nel cuore di San Lorenzo. Eppure i blindati e le cariche ai manifestanti che volevano entrare nella piazza per un’assemblea non saranno l’ultimo capitolo di questa vicenda. La massiccia mobilitazione di risposta a cui hanno partecipato attivisti degli spazi sociali e residenti del quartiere, studenti e famiglie, associazioni e cittadini da ogni parte della città, questa mattina ha fatto scrivere agli attivisti del Cinema Palazzo: “Non è ancora finita”.

E non solo perché per domani mattina, sabato 28 novembre, è in programma un appuntamento in piazza dei Sanniti per una raccolta di beni di prima necessità per le famiglie bisognose di pacchi alimentari e per circondare il Cinema Palazzo di persone con un microfono aperto a tutti. Oltre alla mobilitazione dal basso, non si può mettere la parola fine nemmeno alla trattativa con le istituzioni, seppur sia ancora tutta da scrivere. ? stata la sindaca Virginia Raggi a farsi avanti il giorno dello sgombero, qualche ora dopo la polemica politica era già esplosa per il suo tweet che equiparava il Cinema Palazzo all’occupazione di Forza Nuova. “Dobbiamo lavorare per una soluzione che concili il rispetto e la tutela del diritto alla proprietà privata con la salvaguardia dell’esperienza del cinema Palazzo”, aveva scritto. “I cittadini hanno dimostrato che c'è bisogno di luoghi di aggregazione. Serve trovare una soluzione immediata e concreta. Ecco perché chiedo che già da ora venga avviato un tavolo specifico che coinvolga l’assessorato al Patrimonio e quello alla Crescita Culturale di Roma Capitale, il Municipio II, la proprietà dell'immobile e i cittadini che hanno animato quest'esperienza e i residenti del quartiere”.

Dal Campidoglio confermano che la sindaca ha dato mandato agli assessori di istituire il tavolo e di programmare un primo appuntamento in tempi rapidi. “Ci diciamo disponibili ad incontrare la sindaca Raggi e a partecipare a un tavolo che tenga conto di quanto portato avanti in questi nove anni da cittadini, associazioni, artisti e comitati”, avevano risposto il giorno dello sgombero dal Cinema Palazzo. Una data ancora non c’è ma l’incontro dovrebbe avvenire la prossima settimana. Resta da capire quali siano le intenzioni dell’amministrazione Raggi: mettere a disposizione degli attivisti uno stabile alternativo di proprietà comunale, ipotesi che potrebbe aprire la strada tortuosa dell’assegnazione per bando, tema su cui i penstastellati sono sempre stati intransigenti, o avviare una trattativa con la proprietà per acquisire lo stabile del Cinema Palazzo, magari con una permuta.

Questa ipotesi, in realtà, è già sul tavolo da un anno. Un tavolo al quale hanno partecipato la presidente del II municipio, Francesca Del Bello, e la Regione, in particolare la consigliera della Lista civica Zingaretti, Marta Bonafoni. Il dialogo con la Domus Area spa, controllata da Costantino Paoletti, titolare della Paoletti Arredamenti di Frascati, è iniziato il 15 ottobre 2019, quando il custode giudiziario dell’immobile si presentò fuori dall’ex cinema con dei vigilantes privati e un fabbro e notificò lo sfratto verso la società che avrebbe dovuto affittare l’immobile per trasformarlo in una sala slot, sigillando alcuni ingressi. Sul tavolo c’era un’ipotesi di permuta: un immobile di proprietà regionale in cambio del Cinema Palazzo. Il Consiglio regionale del Lazio l’ha scritto nero su bianco anche in un ordine del giorno, approvato il 18 giugno scorso. Ma l’ipotesi non si è mai concretizzata. E il Comune aveva fatto sapere di non essere interessato a lavorare a questa soluzione.

Nel frattempo la proprietà ha “intensificato le azioni per lo sgombero”, per usare le parole di Paoletti alla Dire. E ora che lo sgombero è arrivato è scattata anche la proposta di apertura di un tavolo da parte della Raggi. Resta, però, in piedi anche l’ipotesi regionale che, di fronte allo sgombero, potrebbe decidere di spingere il piede sull’acceleratore e arrivare a una soluzione in breve tempo. Secondo quanto ricostruito da Romatoday, da mercoledì però non c’è stato alcun confronto tra i due enti e, per il momento, non è nemmeno in programma.

Nel pomeriggio di oggi il proprietario del Cinema Palazzo, Costantino Paoletti, ha chiarito la sua posizione con l’agenzia Dire: “Se mi fanno una proposta io glielo cedo”, ha confermato aggiungendo che San Lorenzo è un quartiere che “non mi piace”. Ha anche, però, confermato l’apertura di una trattativa per arrivare a uno scambio di immobili con la Regione. “Ero anche più contento di trattare con la Regione (e non con il Comune che si era detto non interessato, ndr), che avrebbero potuto propormi degli stabili ad Albano, Grottaferrata, qualcosa qui ai Castelli. A ottobre mi hanno riferito: 'Serve tempo'. E noi gli abbiamo fatto presente che stavamo andando avanti con lo sgombero. Non c'è mai stata una proposta concreta. Poi finalmente è arrivato lo sgombero”.

Intanto domani si torna in piazza. “Mentre le istituzioni cercano di capire se riusciranno a proporre delle soluzioni, noi pensiamo che in questo momento non possiamo che fare il nostro come sempre”, hanno scritto gli attivisti del Cinema Palazzo. Domani mattina, sabato 28 novembre, in piazza dei Sanniti ci sarà la raccolta della Quarantena Solidale con la Libera Repubblica di San Lorenzo e un microfono aperto dal quale tutti potranno parlare; un posto dove raccogliere firme e creare striscioni; un banchetto dell'Atletico con il libricino della sua storia edito da Momo. Saranno presenti anche gli artisti che da sempre sostengono il Cinema Palazzo, da Ascanio Celestini a Emilio Stella passando per Militant A, Claudio Morici e Alessandro Pieravanti. “Dalle 15 ci muoveremo per andare a Piazza del Popolo e partecipare al presidio di Non Una Di Meno Roma”.

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