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Sgomberato il cinema Palazzo: in piena pandemia San Lorenzo perde il suo polmone culturale

Voci da presidio convocato per tutta la giornata in via degli Ausoni, a ridosso di piazza dei Sanniti. Alle 17, invece, il corteo

L’allarme è scattato quando era ancora buio: “Chi può raggiunga San Lorenzo, stanno sgomberando il Nuovo Cinema Palazzo”. Così, fin dalle prime ore del mattino, centinaia di cittadini e attivisti, del quartiere e da ogni parte della città, si sono radunati in presidio in via degli Ausoni, davanti all’ex pastificio Cerere. Impossibile entrare in piazza dei Sanniti, completamente occupata dai blindati della polizia, più di una decina, e chiusa da un cordone di agenti. Solo qualche attivista è potuto entrare per recuperare le attrezzature teatrali rimaste all’interno, ma i bancali con i mattoni di cemento scaricati di fronte all’ingresso hanno da subito fatto capire che il muro di blindati sarebbe presto stato sostituito da un muro vero. 

“Lo sgombero del Nuovo Cinema Palazzo pone diversi interrogativi. Il primo è come mai in questa fase emergenziale la priorità della Prefettura e delle Questura si concentrino su questo sgombero”, si legge in un volantino diffuso tra i presenti. “Per quasi dieci anni il Nuovo Cinema Palazzo ha offerto spazi culturali e di aggregazione gratuiti a tutta la popolazione. Dove la proprietà voleva che si istallasse un casinò, migliaia di persone hanno portato spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche. Dove era programmato un luogo di tristezza e povertà, sono sbocciati solidarietà e bellezza”.

A nulla è valsa la trattativa che era stata avviata dall’ottobre del 2019, dopo un primo tentativo di sfratto da parte dell’ufficiale giudiziario, tra la proprietà, il II municipio e la Regione Lazio che, ricordano gli attivisti, “aveva intrapreso un percorso che avrebbe portato all’acquisizione della struttura. Hanno prevalso le ragioni del privato”. Non è un mistero, infatti, che la proprietà, nonostante la trattativa aperta, invocasse da tempo lo sgombero. La tensione, negli ultimi mesi, si era concentrata sui vasi con le piante posizionati all’esterno del Cinema Palazzo per formare un piccolo giardino dove studiare all’aperto o giocare: i vasi sono stati rimossi più volte e il 14 ottobre scorso era stato tagliato il tiglio cresciuto nel cemento proprio lì davanti.

“Stavamo lavorando con la Regione per trovare una soluzione e salvare questa esperienza. Non ci aspettavamo un’accelerazione in questa direzione”, commenta a Romatoday, Francesca Del Bello, presidente del II municipio, presente in piazza. Un percorso ribadito anche dalla consigliera regionale del Lazio Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti, anche lei in via degli Ausoni: “La via d’uscita era difficile ma non impossibile: ha vinto un’altra spinta, la cosiddetta ‘liberazione’ dell’immobile. Oggi è arrivata la peggiore delle risposte possibili”.

Molti dei presenti in piazza questa mattina l’hanno ripetuto: “Il Cinema Palazzo è uno spazio che appartiene a tutto il quartiere, un catalizzatore che ha messo in relazione esperienze diverse, dalle associazioni cittadine a realtà più politiche passando per quelle sportive”. Era un teatro, un luogo per iniziative culturali e assemblee, la casa dell’Atletico San Lorenzo, una sala studio autogestita, uno spazio di incontro e di gioco per i bambini. Uno degli ultimi post su Facebook, prima di quelli con le foto dei blindati di questa mattina, mostra attivisti e cittadini del quartiere intenti a distribuire pacchi alimentari alle famiglie rimaste senza reddito a causa della pandemia. In piazza ci sono anche i genitori dell’associazione La Gru (Germogli rinascita urbana), parte della Libera Repubblica di San Lorenzo: “Era un luogo di coesione sociale, un punto di riferimento per la crescita e la formazione di bambini e genitori”.

Un “luogo del quartiere”, ripetono molti degli intervistati. Del resto, la stessa occupazione era nata nell’aprile del 2011 “per bloccare la realizzazione di un casinò, per affermare un’idea di città”, dice dal megafono un’attivista, che non nasconde una voce commossa. “Il Cinema Palazzo è stato occupato per dire che in questo quartiere non puoi fare quello che ti pare”, aggiunge un altro. E sono in molti a sottolineare come “la speculazione edilizia abbia trasformato il quartiere negli ultimi anni”. Altri puntano anche il dito contro gli interessi della criminalità organizzata: “A San Lorenzo alcuni locali cambiano spesso gestione”, dicono dal megafono. E ancora, il San Lorenzo quartiere universitario, vicino a La Sapienza, “dove gli affitti negli ultimi anni sono triplicati e l’aula studio che avevamo avviato nel giardino del Cinema Palazzo, all’esterno e con tutte le precauzioni anti-Covid, era uno degli ultimi baluardi di diritto allo studio e alla socialità che era rimasto”, denuncia uno studente. 

Non è, però, solo un 'affare' di quartiere. In via degli Ausoni, questa mattina c’erano attivisti di spazi sociali, realtà solidali e di movimento, da tutta Roma. Alcuni - pochi - politici, come il deputato e consigliere comunale Stefano Fassina, e Gianluca Peciola ex consigliere. C’è anche il presidente del VIII municipio, Amedeo Ciaccheri. Un’attivista al megafono grida: “Ci hanno paragonato a Forza Nuova, ma ci rendiamo conto?”, dice riferendosi allo sgombero della sede di Forza Nuova in via Taranto avvenuto sempre questa mattina. La sensazione di molti è che “la stagione degli sgomberi annunciata dal prefetto Matteo Piantedosi sia iniziata con questa azione”.

Quasi nessuno nasconde amarezza per il messaggio politico: “Sono stati messi sullo stesso piano due luoghi distanti anni luce invocando il ragionamento degli opposti estremismi e della legalità”. Il tweet della sindaca Virginia Raggi si diffonde mentre la gente è già radunata: “Ringrazio la Prefettura e le forze dell’ordine per le operazioni di sgombero di oggi. A Roma le occupazioni abusive non sono tollerate. Torna la legalità”. Negli stessi minuti, sui social, si diffonde l’immagine di una Raggi candidata sindaca, seduta proprio all’interno del Cinema Palazzo, con un microfono in mano “intenta a far campagna elettorale” nel 2016.

“Da anni siamo impegnati per rendere fruibili gli spazi pubblici del quartiere”, commenta Gigliola della Libera repubblica di San Lorenzo. “Per esempio c’è un piccolo spazio verde pubblico, la cosiddetta particella 26, il cui accesso è bloccato da un privato. Ci battiamo da anni per rivendicare la sua apertura, senza ottenere risposte dalle istituzioni. Di che legalità parla la sindaca?”.

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