Emergenza casa, interrogazione alla sindaca sullo sgombero dell'ex scuola di Cardinal Capranica

L'interrogazione urgente è stata presentata dal deputato e consigliere di Sinistra per Roma Stefano Fassina

Foto Ansa

Quanto è stato speso dal Comune per lo sgombero dell'occupazione di Cardinal Capranica? E dal ministero dell'Interno? Perché su 199 persone che potevano essere assistite e su 145 che hanno accettato di essere portate nelle strutture della cooperativa Medihospes ne sono rimaste solo 60? Perché l'operazione non è stata fatta slittare, così come previsto dall'articolo 31 ter del decreto Salvini (fino a un anno) vista l'assenza di alternative abitative? Sono state verificate le condizioni delle strutture prima di portarci le persone? Verrà usato lo stesso metodo anche per i prossimi sgomberi e quanto costerà? Sono solo alcune delle domande contenute in un'interrogazione urgente avanzata alla sindaca di Roma Virginia Raggi dal consigliere di Sinistra per Roma, Stefano Fassina che riguardano le operazioni di sgombero dell'ex scuola occupata di via Cardinal Capranica a Primavalle che si è tenuto lunedì 15 luglio. 

Le domande contenute nel documento, al quale ha collaborato anche Unione Inquilini, si focalizzano poi sulle possibili alternative che potevano essere individuate. Chiede ancora Fassina: "Se non si consideri uno spreco di risorse spendere oltre 64mila euro per assistere per 30 giorni 60 persone, quando nel territorio di Roma insistono centinaia di immobili pubblici e privati che sono inutilizzato e lasciati degradare". E poi: "Perché, nelle condizioni di necessità in cui versa Roma Capitale ed essendo a conoscenza degli sgomberi programmati, abbia inteso, con ReinventiAmoRoma, regalare 12 immobili del comune a privati, ad esempio la scuola Hertz, invece di procedere al loro recupero per utilizzarli come case, data la necessità di averne a disposizione un congruo numero". 

Conclude Fassina: "Non ritiene ormai improrogabile la definizione di un Piano strutturale di politiche abitative basato sul recupero e l’autorecupero degli immobili pubblici e privati inutilizzati che possa determinare un aumento della disponibilità di alloggi, prioritariamente a canone sociale, nonché a canone agevolato, per affrontare la questione abitativa a Roma senza ulteriore spreco di risorse pubbliche superando un sistema basato sul privato".

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