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Occupazioni, Raggi senza soluzioni aspetta l'aiuto di Salvini

Presto in programma la visita del ministro sulla questione dei campi rom

Non solo ‘campi rom’. Per la sindaca Virginia Raggi la visita del ministro dell’Interno Matteo Salvini sarà anche l’occasione per mettere sul piatto un’altra questione complicata per la capitale: gli sgomberi delle occupazioni a scopo abitativo. Un tema esploso la scorsa estate con una serie di operazioni delle forze dell’ordine che lasciarono per strada centinaia di famiglie e che da allora è stato al centro di diverse riunioni del Comitato metropolitano per la sicurezza urbana ma senza risultati.

L’ultimo piano è pronto da aprile. In cima alla lista figurano occupazioni storiche come via Carlo Felice o le scuole occupate di via Cardinal Capranica e via dell'Impruneta, ma anche insediamenti informali come via Tiburtina 1040 a San Basilio, meglio conosciuta come l'Ex fabbrica della penicillina dove vivono accampate oltre 500 persone. 

Il nodo è tecnico e politico allo stesso tempo. Ad arginare gli sgomberi è la cosiddetta circolare Minniti, emessa dal Viminale dopo i fatti di piazza Indipendenza, che impone agli enti locali di fornire un’alternativa a quanti restano senza casa pur avendo diritto ad un’assistenza alloggiativa. Tra le strade indicate dalla circolare una “ricognizione dei beni immobili privati e delle pubbliche amministrazioni inutilizzati, compresi quelli sequestrati e confiscati”. Questa strada, però, non è stata mai intrapresa così come è ferma la delibera regionale che stanzia 194 milioni di euro per reperire alloggi in parte destinati proprio per superare le occupazioni. 

Procedono a rilento anche i censimenti delle famiglie che vivono all’interno di questi stabili, richiesti dalla circolare proprio per tutelare “nuclei familiari in condizioni di disagio economico e sociale”, con una “scala delle priorità” che pone in cima “i soggetti portatori di conclamate e oggettive fragilità”. Anche questo nodo ha suscitato non poca tensione. Seguendo un’interpretazione restrittiva della circolare, il Campidoglio di Virginia Raggi ha deciso di concedere assistenza solo alle cosiddette fragilità: donne, bambini, disabili e anziani. Cancellato il “disagio economico e sociale” che sta alla base delle difficoltà abitative degli occupanti, le alternative proposte nei mesi dall'assessorato alle Politiche Sociali di Laura Baldassare  hanno portato ad una inevitabile divisione dei nuclei familiari e a soluzioni assistenziali senza prospettive, come case famiglia o centri di accoglienza, respinte dalla maggior parte degli interessati.

A portare la questione a bussare con ancor più forza alle porte del Viminale è stata una sentenza recentemente emessa dal tribunale civile di Roma che ha condannato lo Stato e lo stesso ministero dell’Interno a risarcire con 28 milioni di euro il proprietario dell’ex salumificio Fiorucci di via Prenestina, una società del gruppo Salini, da 9 anni casa per decine di famiglie e da sei sede dell’ormai famoso Museo dell’Altro e dell’Altrove. Era già accaduto nel dicembre del 2017 per uno stabile di via del Caravaggio a Tor Marancia. 

Matteo Salvini, interpellato in merito dal Messaggero, ha affermato: “La musica è cambiata”. La visita nella capitale al fianco di Virginia Raggi è la prima occasione per definire la linea e mettere mano a un dossier sul quale l’azione dell’amministrazione a Cinque Stelle si è dimostrata poco efficace. Per questo per la sindaca pentastellata l’interesse diretto dell’alleato leghista è fondamentale. Nel mirino ci sono proprio i paletti imposti dalla circolare Minniti anche se è difficile dimenticare le conseguenze degli sgomberi senza alternative dell’agosto scorso, con rifugiati cacciati dagli idranti e una tendopoli che ha resistito nel cuore della città per sette mesi.

In una città dove il disagio abitativo sfora quota 30 mila famiglie, l’estate è già partita carica di tensione. I rifugiati sfrattati da un immobile in via Scorticabove sono ancora accampati per le strade della città senza soluzioni alternative e il tavolo tra l’assessora alle Politiche Abitative Rosalba Castiglione, sindacati, movimenti e costruttori, convocato per trovare soluzioni sul disagio abitativo della città, è saltato dopo sei mesi di trattativa proprio sulla linea della tolleranza zero contro le occupazioni tenuta dall'ammiistrazione a Cinque Stelle. 

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