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Nuova Ostia, l'estate degli sgomberi: tra luglio e agosto resteranno senza casa oltre 5mila persone

Bomba sociale pronta ad esplodere: tre anni di inerzia dell'amministrazione capitolina rischiano di far scoppiare una vera e propria emergenza

Sarà un'estate calda ad Ostia Nuova. Tra luglio e agosto, infatti, sono previsti due sgomberi. Due provvedimenti che hanno come destinatari gli abitanti delle palazzine di via Fasan. Infatti, dopo le palazzine della Larex, arriva l'ordinanza di sgombero anche per le palazzine ex Armellini: tutti fuori entro il 12 agosto 2021. Una notizia che in molti hanno letto quasi per caso, con gli annunci messi negli androni dei palazzi e non consegnati personalmente ai residenti che, tutt'ora, continuano a pagare l'affitto al Comune. 

Le palazzine che verranno sgomberate

Nel primo caso, lo sgombero sarà il 28 luglio. Ad essere coinvolti, secondo quanto si apprende, i civici 9 -15 - 23 e 29 dei quattro edifici Erp a rischio crollo. Chi sta lì vive nel degrado da anni e a maggio scorso era arrivata una nuova condanna del Tar del Lazio contro Roma Capitale, che dava ragione alla proprietaria dagli immobili: il contratto di locazione da parte del Campidoglio è scaduto e quindi gli appartamenti vanno liberati. Ora, però, è arrivata anche l'ordinanza di sgombero da parte del Prefetto per tutte le altre palazzine ex Armellini, ovvero quelle gestite dalla" Moreno Estate". In totale si tratta di circa 5 mila famiglie che entro il 12 agosto dovranno lasciare gli appartamenti. Cinquemila persone che non sanno ad oggi dove saranno accolte.

La vicenda delle 'case di sabbia' 

Il caso scoppia nel 2014. Il gruppo della Moreno Estate viene accusato di non aver pagato Imu e Ici. L'allora sindaco Ignazio Marino avvia le procedure del caso per cercare di far chiarezza. Il Comune, affittuario, a quel punto interrompe anche ogni trattativa su un eventuale ritocco al rialzo del canone e anzi stralcia il contratto senza però liberare gli appartamenti e così, da allora, si è ritrovato di fatto abusivo, destinato a pagare non più un affitto bensì un'indennità di occupazione, come del resto moltissimi dei suoi inquilini. 

A gennaio 2019, la mossa del Comune con l'allora assessore alla politiche abitative Rosalba Castiglione che parla di un "contatto con la proprietà" per "arrivare a una soluzione bonaria" con la formula del "rent to buy" per acquistare i 1042 appartamenti. L'assessora capitolina, in un infuocato consiglio tenuto nel X Municipio, aveva anche ricordato alcuni dati per far capire perché il Comune aveva valutato come ''scelta conveniente'' l'acquisizione delle 'case di sabbia' (qui il video). 

Tra la fine del 2019 e il 2020 iniziano così i sopralluoghi degli immobili dei funzionari dell'Agenzia dell'Entrate - incaricati dal Campidoglio - per valutare quelle case fatiscenti. Un passo che avrebbe permesso così al Comune di comprare gli appartamenti al prezzo giusto, ma di quei sopralluoghi l'esito non è stato mai reso noto. Ora si è arrivati alla doppia sentenza del Tar e la bomba sociale pronta ad esplodere, mentre nel frattempo chi vive lì continua a pagare l'affitto al Comune, abusivo.

Quegli alloggi a Ostia vengono chiamati 'case di sabbia' perché, secondo diversi racconti popolari, negli anni '70, i costruttori, per risparmiare, avrebbero "allungato" la calce con la sabbia presa dalla spiaggia a pochi metri dal cantiere per edificare le precarie palazzine comunali. Un dubbio, questo, mai dipanato del tutto. Resta, tuttavia, la condizione (pessima) attuale di quelle case non manutenute.

VIDEO | Dentro le 'case di sabbia' di Ostia

"Da Raggi tre anni di nulla"

Una vera e propria bomba sociale, appunto, che però non esplode all'improvviso. La sentenza è infatti di tre anni fa. Tre anni nel corso dei quali l'amministrazione Raggi è stata sul tema sostanzialmente inerte. Sulla questione è intervenuto Labur Laboratorio di Urbanistica civica, sempre in prima linea sulla tematica di Ostia Nuova, sottolineando le gravi mancanze dell'Amministrazione comunale sul caso: "Con sentenza del Tar Lazio del 4 luglio 2018 si davano 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza per l'esecuzione del rilascio del complesso immobiliare (cioè fino al 12 febbraio 2019)", poi dopo una serie di proroghe, ultima quella di marzo scorso, si è arrivati alla data del 12 agosto prossimo. "L'Amministrazione comunale a guida Raggi dunque ha avuto ben 3 anni dalla prima sentenza per trovare una soluzione alloggiativa per le 5.000 persone che versano in condizioni di fragilità – continua Labur – nonostante le promesse della Sindaca già a gennaio 2019 su un ipotetico acquisto degli immobili da parte del Comune di Roma, la Raggi pensa solo a giocare. Non si comprende davvero con che coraggio l'Amministrazione continui a fingere che nulla stia accadendo. Un comportamento davvero criminale", sottolinea il Labortatorio di Ubranistica facendo riferimento alle promesse fatte (e non mantenute) dal Movimento 5 Stelle in merito all'acquisto delle cosiddette 'case di sabbia', già in passato agli onori della cronaca per le condizioni degli stabili a rischio crollo.

"Politiche abitative abbandonate"

Sulla passività del Comune nel risolvere la questione, batte il tasto anche la candidata sindaca a Roma di RevoluzioneCivica Monica Lozzi: "Il Campidoglio ha avuto a disposizione 3 anni per trovare una soluzione, 3 anni per dare una certezza alloggiativa a 5.000 persone che vivono in case fatiscenti e versano in condizioni di fragilità, che ora perderanno la loro abitazione. Il Comune è rimasto inerte. Questa conclusione era prevedibile perché non essendo state mai lavorate le questioni legate alle politiche abitative, né ad Ostia, né nel resto di Roma, era logico ritrovarsi ad un passo dallo sgombero. Auspichiamo che si riesca a trovare in brevissimo tempo una valida alternativa per tutte queste famiglie".

Per far luce sulla vicenda e approfondire le possibili soluzioni a questo enorme problema, la presidente della commissione Politiche Sociali Agnese Catini, di RevoluzioneCivica, ha indetto una Commissione per il 18 Giugno, al tavolo saranno invitati - tra gli altri - anche la minisindaca di Ostia Giuliana Di Pillo, il comandante della Polizia Locale Guido Calza e l'avvocatura del Comune, oltre agli assessori del Campidoglio Valentina Vivarelli, referente del Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale e e l'assessora al Sociale, Veronica Mammì.

Demos a Ostia Nuova

E a Ostia Nuova, nel frattempo, a parlare con le famiglie a rischio sgombero, ci sono andati nelle ultime ore anche il candidato alle primarie del centrosinistra nel X Municipio Franco De Donno e Paolo Ciani, lui candidato alle primarie del centrosinistra con Demos: "Si sapeva da tempo. Dopo il flop della proposta di acquisto delle palazzine da parte di Roma Capitale, nulla è stato più fatto", hanno detto i due in una nota congiunta dopo che sabato scorso hanno portato la loro solidarietà, ma è chiaro che non basta.

De Donno già da tempo ha chiesto un Consiglio straordinario, avallato da tutte le opposizioni, con l'intento di fare chiarezza e tutelare le famiglie. Ciani ha sostenuto che chiederà un'apposita commissione regionale al fine di verificare cosa l'ente regionale potrà fare a sostegno delle famiglie. Inoltre è stato messo a disposizione un legale a titolo gratuito. Come sottolinea Labur: "La bomba sociale, come sempre, sta per esplodere come sempre in estate e in piena campagna elettorale".

La replica del M5s: "Non ci sarà nessuno sgombero" 

Nella giornata di martedì, è arrivata anche la replica di Paolo Ferrara, consigliere comunale del M5s che a Ostia ha la sua roccaforte: "Quante scemenze sparano gli esponenti dell'opposizione. Diffondere il terrore e mettere paura alle persone non farà scomparire il grande lavoro che abbiamo fatto. A chi parla di 5mila persone che perderanno la propria abitazione dobbiamo ricordare che prima di aprire bocca devono contare fino a cento. Alle famiglie dico solo che questo allarmismo deve servire come metro di misura per trovare alle prossime elezioni da quale parte è il bene e dove invece si trova il male".

"Non ci sarà nessuno sgombero e Roma Capitale sta attivamente lavorando per risolvere questa annosa questione affrontando contemporaneamente molteplici problematiche trascurate e trascinate per decenni proprio da quelli che oggi urlano il falso. Vergognatevi. Questa Amministrazione sta procedendo a predisporre gli atti necessari volti a trovare soluzioni e a tutelare il diritto all'abitare di queste persone. Punto", dice.

Le rassicurazione dell'assessora Valentina Vivarelli

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