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Sgomberi, i movimenti per la casa hanno incontrato il prefetto: "Nessuna famiglia resterà fuori"

La promessa, fatta da Piantedosi, è stata riferita dagli attivisti riuniti in piazza Madonna di Loreto. Il 23 maggio un nuovo tavolo per costruire il piano straordinario per l'emergenza abitativa

Non ci saranno sgomberi se anche solo una famiglia resterà fuori dalla ricollocazione in nuovi alloggi popolari. E' questa una delle promesse messe sul tavolo durante l'incontro di oggi, giovedì 12 maggio, tra i movimenti per il diritto all'abitare, il prefetto Matteo Piantedosi, il comune di Roma e la regione Lazio. 

A farlo sapere sono gli stessi movimenti, in piazza Madonna di Loreto di fronte a Palazzo Valentini. Della promessa, però, gli attivisti non si fidano al 100%: "Sappiamo che se la pressione dovesse crescere - spiegano - questa garanzia potrebbe decadere. Per questo abbiamo strappato un nuovo incontro per il 23 maggio per costruire il piano straordinario per l'emergenza abitativa". 

L'obiettivo è arrivare al 30 giugno con un numero di appartamenti sufficiente ad accogliere tutte le famiglie che ad oggi si trovano a viale delle Province e nell'ex clinica di Valle Fiorita a Torrevecchia, le due occupazioni segnate in rosso sull'agenda della prefettura e per le quali lo sgombero è più vicino. "Siamo in un momento critico - proseguono i movimenti - e le scuole stanno per chiudere. Non possiamo trovarci al punto che ci venga detto di 'liberare' gli stabili, chiedendo alle famiglie di coabitare o lasciandone qualcuna per strada". 

Un secondo punto cruciale è la deroga all'articolo 5 del decreto "Renzi-Lupi", quello che impedisce l'acquisizione della residenza a chi occupa un alloggio o uno stabile senza averne titolo. Da quanto fanno sapere i movimenti, già martedì 17 maggio la mozione del centrosinistra che impegna il sindaco Gualtieri ad applicare la deroga dovrebbe ritornare in aula: "Per noi è fondamentale che, una volta approvata - concludono gli attivisti in piazza - questa mozione diventi un obbligo per Gualtieri. Perché ci sono famiglie che sono costrette a chiedere la residenza altrove, o quella fittizia, per ottenere il permesso di soggiorno. Altrimenti le soluzioni non ci sono". 

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