Accoglienza famiglie rom, salta lo sfratto: 19 persone trasferite in un centro della Croce Rossa

Si tratta dei container di via Ramazzini. Potranno rimanere fino all'8 maggio

Le 4 famiglie rom, 19 persone in tutto, che dovevano lasciare il centro di accoglienza di viale della Primavera, a Centocelle, entro sabato 7 marzo sono state trasferite nel centro della Croce Rossa di via Ramazzini. L'assegnazione, per il momento, durerà fino all'8 maggio. La notizia relativa alla scadenza dell'assistenza era stata data da Romatoday che a metà febbraio ha raccontato la storia di una di queste famiglie. Padre, madre invalida al cento per cento, nonna e tre bambini di sette, otto e dieci anni rischiavano di finire per strada.

Sarebbero dovuti rimanere fino al giugno del 2021 nel centro di via di Codirossoni a Torre Maura ma le proteste di gruppi di residenti e di attivisti di estrema destra hanno costretto l'amministrazione a chiudere il centro. Alcune di queste persone sono state trasferite nella struttura di viale della Primavera ma con un'accoglienza temporanea, e al costo di 28 euro a persona al giorno, che è andata avanti di proroga in proroga fino a che non è più stato possibile rinnovarla. Oltre alla famiglia di Costica, a dover lasciare il centro c'erano altre 13 persone tra cui due mamme con bambini piccoli per le quali era stato ipotizzato un trasferimento in case famiglia.

Così come comunicato dall'Ufficio speciale rom, sinti e caminanti ai diretti interessati, entro il 7 marzo Costica e la sua famiglia dovevano liberare le due stanze a loro assegnate all'interno del centro. Come ha potuto verificare Romatoday, per loro non era stata fornita alcuna alternativa. La segnalazione è stata avanzata da Unione Inquilini, che a febbraio ha aiutato Costica a compilare la domanda per una casa popolare e avviato dei colloqui con l'assessorato alle Politiche sociali in merito al caso, e rilanciato dall'Associazione 21 Luglio, che segue la famiglia di Costica da molto tempo e che ha effettuato due sopralluoghi nel centro di accoglienza di Centocelle con il consigliere dem Giovanni Zannola e con i deputati del Pd Matteo Orfini e Luca Rizzo Nervo.

Come ha potuto verificare Romatoday, la comunicazione di un trasferimento in un'altra struttura ai diretti interessati è avvenuta solo nel pomeriggio di venerdì 6 marzo. Sabato mattina tutte e 19 le persone sono state trasferite in via Ramazzini, dove la Croce Rossa nel 2017 ha allestito dei container che negli anni passati sono stati utilizzati anche per l'emergenza freddo. Si tratta di 'rifugi temporanei' sviluppati da Ikea Foundation insieme a Unhcr per le emergenze umanitarie che erano finiti al centro delle proteste dei movimenti per il diritto all'abitare in quanto inizialmente erano stati pensati per le persone sgomberate dalle occupazioni abitative.

Intanto 19 persone non resteranno per strada: "Battaglia parzialmente vinta", commenta l'Associazione 21 Luglio. "Dopo la pressione esercitata in questi giorni le 4 famiglie rom che oggi dovevano lasciare il centro di via della Primavera per finire in strada, sono state trasferite dal Comune di Roma presso una struttura di accoglienza della Croce Rossa Italiana. Ora cercheremo di andare oltre per far uscire le famiglie dall'accoglienza emergenziale nella quale sono ingabbiate da anni". 

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"Siamo riusciti a ottenere una soluzione alternativa per le famiglie oggi sgomberate dal centro di viale della Primavera grazie alle forti pressioni esercitate nelle ultime settimane sul Comune di Roma", commenta Silvia Paoluzzi di Unione Inquilini. "La vicenda mette ancora in luce come l'amministrazione continui a sperperare soldi pubblici in inconcludenti sistemi di assistenza fallimentari, perché è evidente come i progetti non riescano a traghettare all'autonomia i nuclei in precarietà alloggiativa. Adesso le quattro famiglie sono presso il centro della Croce Rossa di via Ramazzini, in tenda almeno fino a maggio. I bambini saranno accompagnati a scuola con appositi pulmini che  attraverseranno la città, tutti però sono arrabbiati delusi e spaventati. Siamo soddisfatti? Assolutamente no".

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