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Una protesta di Nonna Roma in Campidoglio (Immagine di repertorio)

Una protesta di Nonna Roma in Campidoglio (Immagine di repertorio)

Sfratti, famiglia con bambina di 5 anni finisce per strada: "Dal Comune nessuna soluzione"

A denunciare la situazione è Nonna Roma. L'associazione per sabato 5 dicembre ha indetto un presidio di protesta per i ritardi nell'erogazione del bonus affitto

Non è servito il blocco degli sfratti approvato dal Governo. Dalla Sala operativa sociale del Comune di Roma è arrivata una sola risposta: nei centri di accoglienza e nelle case famiglia “non c’è posto”. L’assistenza alloggiativa, di fronte alla volontà di chiudere i residence, non è stata sostituita con altre misure. Se non fosse stato per i volontari di Nonna Roma, associazione nata con l’obiettivo di mettere in campo progetti di contrasto alla povertà, una bambina di cinque anni e i suoi genitori in questo momento starebbero dormendo per strada, sotto la pioggia. Da ieri, infatti, una famiglia tunisina residente nella zona di Centocelle è stata sfrattata dalla camera che aveva affittato, in un appartamento condiviso con altre persone. Pagavano circa 400 euro al mese più le spese. In nero. Nonna Roma ha trovato una soluzione, ma è temporanea: un bed and breakfast pagato dall’associazione.

A raccontare la storia è Eloa Montesel, la volontaria di Nonna Roma che ha seguito questa famiglia nelle settimane che precedono lo sfratto: “Il padre ha perso il lavoro a causa del Coronavirus. Lavorava in parte in nero e in parte con un contratto a termine, e quando quest’ultimo è scaduto non gli è più stato rinnovato. Negli ultimi mesi ha faticato a sostenere la famiglia, fino ad arrivare allo sfratto disumano eseguito tra le minacce dei proprietari, che fino a ieri si prendevano i suoi soldi in nero”. Contattata da Romatoday, Montesel racconta che Nonna Roma conosce questa famiglia da molto tempo perché si era rivolta a loro per ottenere i pacchi alimentari. “Da un paio di mesi non sono più riusciti a pagare l’affitto, così circa tre settimane fa si sono rivolti a noi anche per questo problema”.

Ma non c’è stato niente da fare. “Negli ultimi due giorni abbiamo tentato ovunque di trovare una soluzione d’urgenza per loro, per non far dormire una bimba di 5 anni per strada sotto la pioggia battente. Purtroppo il sistema di accoglienza del Comune di Roma è fortemente carente: non c’è posto per loro da nessuna parte, abbiamo trovato solo porte chiuse con tante scuse e un arrivederci a domani. Come si può pensare di lasciare una bambina che frequenta la materna per strada a dicembre? Come è possibile che non ci sia nemmeno un posto letto disponibile?”. Nel post su Facebook pubblicato ieri Montesel descrive così il momento in cui la famiglia viene portata nel bed and breakfast: “La disperazione negli occhi dei genitori è lacerante, e si interrompe solo per un attimo guardando la piccola che gioca serena con due giocattoli recuperati in extremis. Mentre li accompagniamo in macchina verso un BnB, il pesante silenzio è spezzato dalla gioia della bimba, contenta di dirigersi verso una ‘nuova casa’. Oggi non ci sono vincitori”.

Una storia drammatica che, però, fa emergere un’eventualità peggiore: “Cosa accade a tutte quelle famiglie che non riusciamo a intercettare? A quanti non hanno alcuna rete che li aiuta a trovare una soluzione?”, si chiede Montesel. “Il blocco degli sfratti termina il 31 dicembre. Durante il primo lockdown alcuni proprietari di casa erano stati disponbili ad andare incontro alle famiglie, ma la maggior parte di loro, adesso, non lo sono più”.

Anche le misure di sostegno all’affitto come il bonus 2020 messo in campo proprio per far fronte alla situazione delle famiglie in difficoltà con il pagamento dell’affitto a causa del Coronavirus (che comunque non avrebbe aiutato una famiglia con un affitto in nero) sono state erogate solo in minima parte dal dipartimento Politiche abitative. Per questo per sabato 5 dicembre alle 10.30 Nonna Roma ha indetto un presidio in piazza Giovanni da Verrazzano, di fronte all’assessorato di Valentina Vivarelli.

“Stiamo attraverso una crisi sociale drammatica e l’incertezza economica sta mettendo a dura prova larghi strati della popolazione”, scrive Nonna Roma. “Sono stati insufficienti gli aiuti delle istituzioni e quello che è stato destinato, tra l’altro, non riesce a essere percepito in tempo da chi ha bisogno. Solo nel mese di luglio sono state cinquecento le richieste di sfratto pervenute al Tribunale di Roma e questo ci restituisce l’immagine dell’emergenza abitativa che sta attraversando la città”. Così è scattata la protesta per chiedere che siano sbloccati il prima possibile i fondi, che vi sia una proroga del blocco degli sfratti e investimenti in edilizia residenziale pubblica.

Commenta Montesel: “L’opinione pubblica non lo percepisce ma l’impressione dei volontari è che oggi la situazione è più pesante rispetto alla primavera del 2020. Quei pochi risparmi che le famiglie avevano da parte sono finiti: se prima erano con l’acqua alla gola oggi sono disperate. Il telefono di Nonna Roma squilla in continuazione”.

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