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L'ufficiale giudiziario, il figlio scomparso e poi ritrovato: cronaca di uno sfratto in zona rossa

Daniele ha lasciato l'abitazione nel quale viveva con la madre Donatella, con gravi problemi di salute, a poche ore dallo sfratto. Il prossimo accesso sarà il 26 marzo

Un rinvio di dieci giorni per lo sfratto in programma per oggi, 16 marzo 2021. E il ritorno a casa del figlio, dopo quasi 24 ore di apprensione per la sua scomparsa e un ricovero di qualche ora in ospedale. È finita così la giornata di Donatella Di Rosa, 63 anni, che ieri aveva raccontato a Romatoday come, nonostante le misure restrittive da zona rossa e i suoi gravi problemi di salute, stava rischiando di finire in mezzo a una strada insieme al figlio, Daniele Minuti, 43 anni.

Il suo appello, ieri sera, è finito anche sulle pagine social di Chi l’ha visto perché intorno alle 14, poco dopo l’intervista effettuata con Romatoday, Daniele è uscito di casa lasciando alla madre un biglietto. A spingerlo a compiere questo gesto è stata la paura di dover affrontare lo sfratto. Daniele ha raccontato come nei giorni scorsi avesse cercato di ottenere dall’ufficiale giudiziario e dalle forze dell’ordine rassicurazioni in merito al fatto che, viste le condizioni di salute della madre e l’emergenza pandemica, l’esecuzione sarebbe stata rinviata. Ma nessuno ha potuto dirgli cosa sarebbe successo. Questa mattina, quindi, Donatella ha atteso l’arrivo dell’ufficiale giudiziario senza sapere dove fosse il figlio e le sue condizioni di salute.

Donatella Di Rosa all’inizio degli anni ‘90 è stata al centro del caso giudiziario conosciuto come ‘Lady Golpe’ e per alcune sue dichiarazioni relative a un presunto tentativo di colpo di stato da parte di alcuni militari, poi ritenute infondate, è stata condannata a due anni e otto mesi per calunnia. Le sue condizioni di salute sono precarie da molti anni. Donatella soffre di una grave forma di anoressia. Ci ha mostrato i documenti dei medici che l’hanno in cura, nei quali viene spiegato che necessita della nutrizione parenterale domiciliare, una terapia somministrata per via venosa. “Togliermi la casa significa togliermi la possibilità di curarmi”, ha raccontato Donatella. Lunedì 15 marzo, a meno di 24 ore dallo sfratto, sul referto del pronto soccorso veniva scritto: “Paziente acuto, stabile con possibile compromissione in breve tempo dei parametri vitali”. Si consigliava riposo per una settimana.

A Romatoday ha detto di essersi trasferita nell’appartamento di via Candia nel giugno del 2020. “Vivevo con mio figlio fuori Roma, dopo l’Olgiata, e avevo bisogno di un luogo più vicino agli ospedali dove sono in cura”. Si tratta di una casa vacanze a due passi dal Vaticano, in una città rimasta senza turisti per via del Covid. “Ci è stato fatto un contratto di un mese, che avremmo voluto rinnovare per i mesi successivi”. Attorno al contratto, però, nasce quasi subito un contenzioso che arriva sui banchi del Tribunale di Roma nel novembre del 2020. “In quei giorni eravamo in isolamento in attesa di un tampone e non ci siamo potuti difendere”. Il giudice convalida lo sfratto che il 12 gennaio 2021 diventa esecutivo. L’appuntamento con l’ufficiale giudiziario viene fissato per il 17 marzo 2021. Si tratta di uno sfratto per finita locazione, categoria che non rientra tra quelle bloccate dal Governo con il decreto Milleproroghe, così l’iter procede spedito nonostante l’innalzamento dei livelli di contagio abbia portato numerose regioni in Italia, Lazio compreso, a entrare in zona rossa.

Così questa mattina, mentre Daniele risultava ancora scomparso e il suo caso era in capo al commissariato di polizia di Prati, un ufficiale giudiziario si apprestava a suonare il citofono della sua abitazione. Daniele è stato rintracciato non molto distante dalla sua abitazione poco dopo le 11 del mattino, a quasi 24 ore dalla sua scomparsa, grazie a una telefonata con Romatoday. Ha raccontato di non aver mangiato per quasi 24 ore, tanto che le sue condizioni di salute hanno richiesto accertamenti sanitari, e di aver camminato per ore in città. Negli stessi minuti l’ufficiale giudiziario, insieme ad alcuni agenti di polizia, un medico, gli avvocati di entrambe le parti, il proprietario, e alcuni addetti di una ditta di traslochi, entravano nell’appartamento. Se la causa non è la morosità, ha confermato a Romatoday l’ufficiale giudiziario, lo sfratto procede normalmente, anche in zona rossa, anche se per eseguirlo è necessario convocare nello stesso posto diverse persone. Secondo quanto ci risulta non era invece presente alcun operatore della Sala operativa sociale del Comune di Roma.

La conferma della decisione del rinvio dello sfratto arriva dopo circa un’ora. A Donatella e suo figlio sono stati concessi 10 giorni. L’appuntamento è per il 26 marzo. “Da quanto ho capito hanno contattato il veterinario, perché abbiamo una cagnolina, e l’assistente sociale comunale. Ho sentito che parlavano di portarmi in una struttura”, ha raccontato Donatella a Romatoday. “Ma io non posso vivere in una struttura. Necessito di cure che mi possano nutrire, e salvare, ma la mia terapia è anche psichiatrica. Non posso stare lontana dagli affetti. Mio figlio dove finirebbe? Non vogliamo restare in questa casa per sempre. Ho solo bisogno di tempo per stare meglio, di ricominciare il mio lavoro e di qualcuno che mi aiuti a trovare un’altra casa”.

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