Lunedì, 15 Luglio 2024
Politica Salita di San Gregorio

Delibera 140, al Celio un'altra realtà sociale che se ne va: sfratto per il centro interculturale

Entro 30 giorni la coop dovrà lasciare l'immobile "libero da cose e persone". Il presidente Guidotti: "Si aggiunge un tassello all’ignominia degli sfratti a cooperative e realtà sociali"

"Presto scenderemo in piazza, state con noi". Il Celio Azzurro si prepara alle barricate. Anche sul centro interculturale si abbatte la scure della delibera 140/2015, il provvedimento di riordino del patrimonio indisponibile dato dal Comune in concessione che da mesi, per decine di realtà sociali della Capitale, si sta traducendo in ordinanze di sgombero. Stavolta tocca al centro didattico con sede nel parco del Celio, attivo dal 1990 grazie ai fondi dell'Ufficio Immigrazione del Comune e della Caritas diocesana. 

Offre servizi scolastici, doposcuola, laboratori e attività incentrate su immigrazione e intercultura, da 27 anni, grazie a una concessione scaduta nel 2010. I bollettini dell'affitto però, quelli a canone calmierato, arrivavano comunque. Oggi l'amministrazione, con raccomandata inviata dal dipartimento Patrimonio in data 21 febbraio, richiede indietro alla coop gestore del Celio Azzurro il costo (di mercato) dell'immobile degli ultimi sei anni: anziché 1.135 euro mensili pagati fino a oggi per i 150 metri quadri sulla salita di San Gregorio al Celio, se ne chiedono 5.676. In totale 242mila 585 euro da versare entro 30 giorni dal ricevimento della raccomandata inviata dal dipartimento Patrimonio. Entro quindi il 21 marzo. Termine ultimo per il pagamento e per lasciare l'immobile "libero da persone e cose". Un'altra realtà sociale che se ne va. 

"Si aggiunge un tassello all’ignominia degli sfratti a cooperative, associazioni di volontariato, spazi sociali che vedono messa a rischio la loro storica presenza sul territorio e il loro insostituibile lavoro - denuncia il presidente della coop Massimo Guidotti -  non conta che Celio azzurro, come gran parte delle realtà coinvolte, abbia regolarmente pagato il canone agevolato previsto dalla Delibera n.26 del 1995 per le associazioni con attività di interesse sociale. Ora il comune di Roma rivuole il canone per intero. E poi lo spazio". Un quadro "paradossale, al limite dell’inverosimile. Eppure noi di Celio Azzurro non siamo stupiti. Troppe volte, in tutti questi anni, abbiamo fronteggiato l’incapacità, l’oscurantismo, la mancanza di visione delle varie amministrazioni comunali". 

Come quando, mesi fa, le attività furono costrette a fermarsi perché i fondi non arrivavano. L'ultimo bando per l'affidamento delle strutture era stato emanato dal Comune tra dicembre 2015 e gennaio 2016, poi ritirato in autotutela per irregolarità nel calcolo dei fondi per gli stipendi: la cifra stanziata risultava inferiore a quanto previsto dal contratto nazionale di lavoro. Da qui il trasferimento di competenze al I municipio, che dopo una serie di difficoltà era riuscito a far partire la gara. Il Celio Azzurro aveva annunciato la partecipazione. Era in attesa del verdetto. Poi la messa in mora. E nel frattempo una mozione della giunta capitolina a Cinque Stelle per il blocco degli sfratti delle realtà sociali colpite dalla delibera. Ancora però non si vedono risultati. 

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