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Foto ANSA/ MATTEO CORNER

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Sfratti in calo nel 2019, resta alta la morosità: a Roma 4200 richieste

Il sindacato Unione Inquilini diffonde i dati raccolti ed elaborati dall'ufficio Statistica del Ministero dell'Interno

Sfratti in calo a Roma nel 2019, anche se sono oltre 4mila le famiglie finite in Tribunale per non aver pagato l’affitto. ? quanto emerge dai dati raccolti come ogni anno dall’Ufficio centrale di statistica del Ministero dell’Interno e diffusi dal sindacato Unione Inquilini. Nel corso dell’anno passato a Roma e nei comuni della sua provincia sono state avanzate 5.705 nuove sentenze di sfratto. Di queste 4.643 solo nella Capitale. Anche stavolta la principale causa si conferma la morosità: 5219 richieste sono state avanzate nei confronti di famiglie che non sono più riuscite a pagare il canone, 4192 solo sul territorio del Comune di Roma. Oltre 11 richieste di sfratto per morosità al giorno.

I numeri, che come specifica il ministero per Roma sono ancora incompleti, restano alti anche se in calo: la variazione rispetto al 2018 è del 6,67 per cento in meno, più bassa di quella registrata a livello nazionale (oltre 48 mila nuove sentenze di sfratto per un calo percentuale del 13,72). In termini assoluti, nel 2018 a Roma erano state emesse 4457 richieste di sfratto per morosità, nel 2017 erano 4754. Nel 2019 restano residuali gli sfratti emessi per “necessità del locatore”, sono 144, e per “finita locazione”, 307.

Numeri alti, anche se in calo, anche quelli relativi alle richieste di esecuzione all’ufficiale giudiziario che nel 2019 a Roma sono state 7199. A fronte di questo dato, gli sfratti realmente eseguiti sono circa un quinto del totale: 1400. Un crollo pari quasi al 35 per cento se paragonato ai numeri del 2018, erano 2150, e ancor più del 2017, quando erano 2927. Resta il fatto che nel 2018 sono state quasi 4 le famiglie che ogni giorno sono state costrette a lasciare la propria abitazione in presenza di un ufficiale giudiziario.

Anche quest’anno, infine, il Lazio si conferma la seconda regione italiana con più sfratti dopo la Lombardia: 6690 nuove richieste di sfratto. La maggior parte, come detto, è stata emessa a Roma.

“La riduzione sia del numero delle sentenze emesse sia di quelle eseguite non può non fare piacere”, commenta a Romatoday Massimo Pasquini, segretario generale di Unione Inquilini. “Il problema è che Roma continua ad avere una massa enorme di sfratti per morosità di fronte ai quali non ci sono risposte, né in termini di contributo all’affitto né di case popolari. E nei prossimi anni ci aspettiamo dati ancor più negativi, vista l’impennata di richieste di sfratti che sono arrivate al Tribunale di Roma in queste settimane. Se non si affronta il caro affitti e il libero mercato abolendolo dalla legge 431/98 non si riuscirà mai a ridurre significativamente il numero degli sfratti e del loro costo sociale”, conclude Pasquini. “Cosi come è indispensabile aumentare l’offerta di case popolari a canone sociale”.

Come ipotizzato da diversi sindacati degli inquilini, infatti, l’emergenza Coronavirus e la crisi economica che l’ha accompagnata, senza che sia stata messa in campo alcuna misura per contrastarla, potrebbe portare a un’impennata degli sfratti. A causa della pandemia l’esecuzione degli sfratti è stata bloccata fino alla fine dell’anno ma le nuove richieste continuano ad essere depositate. Una rilevazione effettuata dallo studio legale di Unione Inquilini a luglio ha riportato circa 100 nuove richieste depositate al giorno. 
 

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