rotate-mobile
Giovedì, 13 Giugno 2024
Politica

La proposta del Vicariato per l'emergenza casa: "Mettiamo a disposizione i nostri immobili"

Da Caritas alcune idee per fronteggiare la condizione di grave precarietà che accomuna decine di migliaia di persone, come un patto sociale con i proprietari e l'implementazione del co-housing

Promuovere un patto sociale tra proprietari e chi è in cerca di un appartamento, incentivare il co-housing, realizzare una mappatura reale della situazione abitativa, aprire una discussione su un diverso uso degli spazi a disposizione, anche beni ecclesiali, per costruire alloggi e spazi di accoglienza. La Caritas di Roma affonda il colpo, si butta nella mischia e decide di tendere la mano alla città per fronteggiare l'emergenza abitativa della Capitale. E lo fa aprendo, sostanzialmente per la prima volta, a una collaborazione con l'amministrazione comunale per mettere mano ai suoi immobili.

Il rapporto di Caritas sull'emergenza abitativa a Roma

L'occasione è quella dell'ultimo numero, il secondo, del quaderno di studi "Diritto all'abitare e solidarietà" edito dalla collana "Sguardi", appena presentato dal direttore di Caritas Roma, il diacono Giustino Trincia: "Non è più il tempo per limitarsi al generico grido di allarme - sottolinea - al generico appello alle istituzioni e alle forze politiche. Il tempo che abbiamo dinanzi è ormai quello di una mobilitazione più ampia della città. Accanto, ovviamente, a quella della richiesta di una più forte assunzione di primarie e insostituibili responsabilità da parte delle istituzioni". 

I numeri: 11 sfratti al giorno, 4mila famiglie nelle occupazioni

Prima di elencare le nove proposte e le linee di riflessione per entrare nel merito della questione abitativa, l'organizzazione pastorale del Vicariato di Roma snocciola i numeri, per dare un quadro della situazione: 11 provvedimento di sfratto al giorno per morosità, 5 dei quali eseguiti dalla forza pubblica, 14.000 famiglie in graduatoria per un alloggio popolare (anche se sono circa 3.000 quelle in condizioni davvero critiche), 1.000 persone che vivono negli ex residenze e che costano a Roma circa 25 milioni di euro l'anno, 4.000 famiglie in occupazioni informali e organizzate e oltre 23.000 senza dimora censiti da Istat nell'area metropolitana, quasi tutti a Roma. A tutto ciò vanno aggiunte 110.000 case vuote, sfitte, sul territorio capitolino. 

La mano tesa del Vicariato che offre spazi in beni della Chiesa

Per Caritas "bisogna saper trovare strade nuove - si legge nella nota - per dimostrare che il diritto viene prima della norma e che la buona volontà delle persone, con la prudenza e il realismo necessari, può portare a soluzioni inedite, giuste, equilibrate e possibili". Ma non solo: il Vicariato apre a una condivisione dei beni. "Progettiamo le ristrutturazioni che consentano di costruire alloggi e spazi di accoglienza, in spazi sia pubblici sia in beni ecclesiali". E a questo punto, se la palla venisse colta al balzo da chi governa la città, si aprirebbe un mondo: in Italia esistono quasi 30.000 enti ecclesiastici, i veri proprietari degli immobili che fanno riferimento al Vaticano: molti di questi stanno man mano scomparendo perché le religiose e i religiosi che ne fanno parte sono sempre meno e banalmente, chi muore, non viene "sostituito". 

"Troppe case senza abitanti e troppi abitanti senza casa"

"Il problema della casa non risiede soltanto nella domanda  - si legge nel secondo numero del rapporto Caritas sull'emergenza abitativa - ma dal raccordo tra la domanda e l’offerta di case. Il 'vero vuoto' edilizio è anzitutto l’esistenza di troppe case senza abitanti e troppi abitanti senza casa. La questione è il mancato incontro tra una domanda ritenuta debole, non sufficientemente di garanzia e sempre più spesso non in grado di pagare, con un’offerta che ha aspettative di rendita fuori misura".

Caritas, ecco il nuovo report sulla povertà: il 14% dei romani è a rischio

Trincia: "Il Piano Casa apre uno scenario incoraggiante, tutti dobbiamo dare contributo"

Tra le buone prassi sperimentate nelle comunità ecclesiali, citate da Caritas come proposte da adottare a livello cittadino, ci sono quella del "tutor per l'abitazione", che ha permesso l'autonomia abitativa a oltre 200 immigrati e rifugiati, il co-housing, la consulenza e l'assistenza locatizia per i più fragili. "Il Piano Strategico per il Diritto all’Abitare 2023-2026, varato di recente da Roma Capitale – scrive Giustino Trincia –, sembra aprire uno scenario, uno spazio di riflessione incoraggiante, su cui tutti sono chiamati a dare un contributo franco e costruttivo. Il nostro sincero auspicio è che di fronte alla gravissima condizione abitativa romana si possa registrare la più ampia convergenza delle forze politiche e sindacali della città per riuscire a dare risposte finalmente nuove e soprattutto concrete ad esigenze non rinviabili per decine di migliaia di persone e di famiglie in chiarissima difficoltà".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La proposta del Vicariato per l'emergenza casa: "Mettiamo a disposizione i nostri immobili"

RomaToday è in caricamento