Sabato, 20 Luglio 2024
Politica

Sfratti, il prefetto incontra la maggioranza e apre uno spiraglio sulla graduazione

I consiglieri Converti, Ciani e Luparelli insieme all'assessore Zevi convocati da Piantedosi per discutere dell'emergenza abitativa

Una convocazione quasi improvvisa, sicuramente inaspettata quella che è arrivata dal prefetto Matteo Piantedosi - dopo un lavoro di "diplomazia" iniziato dall'assessore Zevi - nei confronti di una delegazione di consiglieri capitolini, per un incontro che si è tenuto a Palazzo Valentini subito prima di Pasqua e che ha visto sul tavolo il dossier relativo alle migliaia di sfratti in esecuzione a Roma in questi mesi. 

All'incontro erano presenti Nella Converti del Pd, Alessandro Luparelli di Sinistra Civica Ecologista, Paolo Ciani di Demos e ovviamente l'assessore alle Politiche abitative. Punto di partenza, una mozione approvata il 24 marzo (firmata anche da Tiziana Biolghini di Roma Futura e Yuri Trombetti del Pd) nella quale si chiede al sindaco Roberto Gualtieri e all'assessore stesso di "rappresentare al prefetto l'urgenza e la necessità di avviare un coordinamento inter-istituzionale al fine di sostenere una graduazione delle procedure di sfratto" ma anche di "valutare l'opportunità di erogare forme di ristoro ai proprietari degli immobili interessati da una sospensione delle procedure di sgombero" e infine "l'opportunità di sottoscrivere un protocollo d'intesa con la prefettura, al fine di individuare le più opportune modalità per tutelare le persone con fragilità socio-sanitaria" delle famiglie destinatarie di un'ordinanza di sfratto. 

La richiesta era arrivata già prima di Natale, con un'altra mozione, simile nei contenuti, approvata il 9 dicembre che aveva sortito come effetto immediato la sospensione delle esecuzioni fino al 7 gennaio. Il tema è principalmente uno: il comune non viene praticamente mai avvisato degli accessi da parte degli ufficiali giudiziari, se succede è sempre troppo tardi e i rinvii, quando concessi, sono "vittorie" di questa o quell'associazione o sindacato che organizza picchetti e invia lettere all'Onu. Va da sé che un intervento, dicono dal Campidoglio, risulta complesso. Spesso tardivo. 

"L'incontro è andato bene - spiega la presidente della commissione Politiche Sociali, Converti - e il prefetto si è mostrato molto aperto al dialogo, partendo dalle nostre richieste contenute nella mozione. Non è scontato essere convocati e lo apprezziamo. Quello che chiediamo è una graduazione degli sfratti, tenendo conto delle condizioni  sociosanitarie dei soggetti. Inoltre, abbiamo espresso profonda preoccupazione per le famiglie destinatarie degli sfratti che in questo particolare momento storico sono ancora più fragili ed esposte. Ora aspettiamo aggiornamenti e un nuovo incontro". 

 "E' stato un confronto proficuo - è d'accordo l'assessore Zevi - perfettamente in linea con le varie iniziative che abbiamo già  aperto sulle politiche abitative. I consiglieri hanno formulato alcune proposte, positivamente accolte dalla prefettura, per individuare le procedure che tutelino, nel rispetto delle norme e nel modo più efficiente, le persone più fragili. Lavoreremo, anche con le associazioni dei proprietari e degli inquilini, affinchè il confronto tra le
 istituzioni, ben distinte nei ruoli ma con un obiettivo comune, ci consenta di proteggere i più deboli".

Un nuovo incontro che potrebbe gettare le basi per quella cabina di regia tanto richiesta da buona parte della maggioranza di centrosinistra, con lo scopo di stabilire un'agenda più "morbida" degli sgomberi, coordinata con il comune, tanto da poter ogni volta individuare la soluzione migliore per ogni famiglia. Dall'applicazione della delibera 131 "allargata" (quindi l'assegnazione di alloggi pescando dalla quota di riserva prevista in graduatoria) al bonus affitto, in base alle singole situazioni. 

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