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Sfratti, secondo anno di record negativo: 3215 sentenze eseguite nel 2016

Diffusi da Unione Inquilini i dati, parziali, raccolti dal Ministero dell'Interno relativi al 2016. Calano leggermente le nuove sentenze: 7092 rispetto alle 7274 dell'anno precedente

Calano leggermente le nuove sentenze di sfratto. Ma la Capitale, per il secondo anno di fila, segna un nuovo record: quello delle 'esecuzioni'. Secondo i dati forniti dal Ministero dell'Interno e diffusi dal sindacato Unione Inquilini nel 2016 sono stati 3215. Il numero più alto di sempre. Un più 6,11% rispetto al 2015 quando comunque si registrò un primato con quota 3030. E i numeri sono ancora incolpleti con il rischio che l'ammontare definitivo possa ulteriormente aumentare. 

I DATI DEL 2015

Ecco i dati registrati per Roma e Provincia relativi al periodo gennaio-dicembre 2016. Sono 7.092 le nuove sentenze di sfratto emesso nel corso del 2015, quindi in leggero calo (2,5 per cento) rispetto all'anno precedente quando la cifra ammontava a 7274. Nel 2014 questo dato raggiungeva addirittura quota 8264. La principale motivazione resta la 'morosità' con 5025 sentenze emesse per questo motivo nella Capitale e 1158 in provincia. Nel 2015 erano state rispettivamente 5233 e 1379. 205 a Roma e 301 nel resto della provincia per 'necessità del locatore' e 350 a Roma e 53 in provincia per 'finita locazione'. 

I DATI DEL 2014

"Si tratta di dati drammatici segnati anche nel 2016 da una fortissima incidenza degli sfratti per morosità" il commento di Massimo Pasquini, segretario nazionale Unione Inquilini. "Anche a Roma, come nel resto d'Italia, il dato preoccupante è quello relativo alle esecuzioni di sfratto. Spicca il nuovo record di sfratti eseguiti con la forza pubblica nella città di Roma che già nel 2015 aveva  raggiunto il record storico. Un dato per difetto se consideriamo che vengono registrati solo gli sfratti eseguiti con la forza pubblica mantenendo così sommerso il numero di quelle persone che decidono di abbandonare prima la propria abitazione. Si tratta con tutta evidenza di una precarietà abitativa strutturale" conclude Pasquini "sulla quale il Governo, le Regioni e i Comuni non riescono neanche a balbettare una proposta, anzi si continua con indifferenza a fare finta che non esista una questione abitativa nel nostro Paese dove gli sfratti rappresentano solo la punta dell’iceberg". 

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