Da Sel a Fdi l'Aula Giulio Cesare impegna il sindaco: "Basta sfratti"

La mozione 50, sottoposta ai gruppi consiliari il 10 ottobre da Unione Inquilini in occasione di una giornata di mobilitazione sul tema, è stata approvata il 29 ottobre scorso

Sospendere gli sfratti, anche quelli per morosità incolpevole e fare pressione sul Governo per dare avvio a politiche strutturali sul tema della casa. Rendere effettiva la commissione graduazione sfratti. Avviare un monitoraggio degli immobili pubblici che potrebbero essere utilizzati per le famiglia in disagio abitativo. Combattere “la piaga” dei contratti d'affitto 'a nero'. Il Consiglio comunale capitolino chiede al sindaco Marino di impegnarsi sul tema del disagio abitativo della Capitale. I punti elencati sono contenuti nella mozione 50 approvata il 29 ottobre scorso con 22 voti favorevoli, 6 contrari e l'astensione dei consiglieri Davide Bordini e Lavinia Mennuni.

Si tratta di una mozione inviata il 10 ottobre scorso a tutti i gruppi capitolini e municipali dal sindacato Unione Inquilini promotore della 'Giornata sfratti zero' che ricorre proprio il 10 ottobre scorso. “Siamo soddisfatti perché il testo è stato ripreso integralmente da formazioni politiche trasversali” commenta Massimo Pasquini di Unione Inquilini Roma. La mozione infatti è stata firmata da Gianluca Peciola di Sel, Fabrizio Ghera di Fratelli d'Italia e Massimo Caprari di Centro Democratico.

La mozione parte dalla situazione di “abitativa drammatica” e di “forte precarietà abitativa” della Capitale “dovuta ad una mancanza di politiche che si ponessero come obiettivo principale il fabbisogno reale dei cittadini”. A contribuire anche “uno sviluppo scoordinato del territorio che non ha prodotto riduzione del disagio abitativo”. I numeri degli sfratti non lasciano spazio a interpretazioni: “Ogni anno sono emesse dal tribunale circa 7mila sentenze di sfratto e che le famiglie collocate nelle graduatorie al 31 dicembre 2012 sono risultate essere circa 30 mila, mentre 2.500 sono gli sfratti eseguiti ogni anno con l'ausilio della forza pubblica”. Così per i consiglieri è “necessario che giunga al Governo e al Sindaco di Roma Capitale la sollecitazione ad affrontare la questione della precarietà abitativa in tutti i suoi contesti”.

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“E' una mozione rilevante perché il consiglio comunale impegna l'amministrazione capitolina a impegnarsi non su atti generici ma su provvedimenti di competenza comunale che potrebbero dare un segnale concreto fin da subito” commenta Pasquini. “Con la mozione si chiede al sindaco di attivarsi per la sospensione degli sfratti, anche quelli per morosità, ma soprattutto di attivarsi presso il Governo e i Gruppi parlamentari di avviare politiche strutturali e programmatiche sul tema”. Stop anche a ogni nuova cementificazione. “Quello che si propone nella mozione è l'avvio di un Piano regolatore dell'esistente da effettuarsi con un monitoraggio promosso anche nei municipi, tra i comitati e le associazioni che devono segnalare immobili che possono essere oggetto di recupero e autorecupero”. Infine i canoni a 'nero'. “Nella mozione si chiede al sindaco di affrontare questa piaga per stroncare l'evasione fiscale nel settore e reperire risorse da destinare alle necessarie politiche abitative”.

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