Sfasci, M5s su delocalizzazione: "Ci stiamo lavorando". Ma l'Aula boccia la mozione

Con 25 astenuti e 8 favorevoli l'atto presentato da Sinistra X Roma non è passato. La maggioranza prende tempo ma assicura interventi, mentre il secondo autodemolitore in poche settimane ha preso fuoco nel quartiere Pietralata

Sfasciacarrozze in via dell'Almone

E' uno dei "ci stiamo lavorando" sciorinati nelle ultime settimane dalla sindaca Raggi, chiamata a rendicontare su quanto fatto nell'anno appena trascorso. Anche sull'annosa questione del trasferimento dei rottamatori lontano dai centri abitati siamo ancora all'anno zero, ma i Cinque Stelle ci tengono a rassicurare i romani, almeno sul piano delle intenzioni. "Vogliamo garantire sicurezza e continuità lavorativa, ma nell'ambito della legalità" dichiara il presidente della commissione Ambiente, Daniele Diaco. Il "come" è un altro capitolo ancora da scrivere. 

Mentre sul lato della cronaca siamo al secondo incendio scoppiato in un autodemolitore in poche settimane. Oggi l'esplosione (con tre feriti, uno grave) in una struttura del quartiere Pietralata. Il 2 giugno toccò a uno sfascio a Battistini. Eventi che tornano a ricordare al Campidoglio quanto sia urgente delocalizzare i 93 sfasciacarrozze della Capitale fuori da luoghi dove ambiente e salute dei cittadini possano essere irrimediabilmente compromessi. Un problema vecchissimo (è bene ricordarlo) che nessuna amministrazione passata è stata in grado di risolvere. 

Trovare siti da un punto di vista ambientale, fuori dal Grande Raccordo Anulare, dove per tutti sia possibile mettersi in regola sul piano strutturale, è da sempre l'obiettivo. Da trent'anni però, in un balletto di tavoli tecnici, proroghe alle concessioni, manifestazioni, regna l'immobilismo. Lo scorso maggio il tema è stato affrontato in Commissione Ambiente e lo stesso Diaco ha ammesso: "Bisogna ripartire da capo"

Le aree individuate con un Accordo di Programma del 1997 dove trasferire tutti i siti allora esistenti (oltre cento) sono impantanate nelle paludi della burocrazia e dai ricorsi al Tar. E la delibera n. 181 del 2014 del governo Marino, che a parte di quelle aree faceva riferimento, non è più attuabile. Ma Diaco assicura: "Si stanno facendo gli atti necessari per individuare gli eventuali abusi e illeciti eventuali per portare avanti azioni risolutive". In attesa di capire quali saranno le azioni a livello politiche e come attuare concretamente il trasferimento delle attività. 

Parco di Centocelle: la mozione bocciata in Aula

Intanto è di questo pomeriggio la bocciatura in aula Giulio Cesare di una mozione a firma del consigliere di Sinistra X Roma, Stefano Fassina, che impegnava sindaca e giunta "a individuare adeguate e tempestive soluzioni per la delocalizzazione dei centri di autodemolizione e rottamazione presenti nel parco archeologico di Centocelle". Con 25 astenuti e 8 favorevoli l'atto non è passato. La maggioranza - che aveva presentato una mozione analoga poi ritirata a causa dell'assenza della prima firmataria Eleonora Guadagno - ha preso tempo, annunciando il voto d'astensione: "In qualche modo le automobili devono essere smaltite, ma in questi anni si è forse andati oltre sulla gestione degli autodemolitori che trattano materiale ferroso - ha commentato ancora Diaco - questo negli anni ha comportato una situazione di illeciti e la Polizia locale è intervenuta per verificare che l'attività fosse in regola. Gli autodemolitori erano 117, ad oggi sono 93 ma ben poco è stato fatto dalla delibera del 25 giugno del 2014: si doveva fare una delocalizzazione e degli espropri che non sono stati fatti". E che ad oggi, secondo quanto emerso in Commissione, non è più possibile fare. 


 

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