Sfasci, concessioni in scadenza: "Basta proroghe, attività non sono a norma"

L'ennesima proroga ai permessi termina il 30 giugno. Per adesso non è ancora arrivato il rinnovo. Dal comitato Pac Bene Comune la levata di scudi: "Unica via è delocalizzare"

Sfasciacarrozze viale Palmiro Togliatti

Ci risiamo. Fra sette giorni scade la proroga concessa dal commissario Tronca ai circa 90 autodemolitori della Capitale. Del piano per la delocalizzazione però non si hanno notizie. Raggi non l'ha menzionato durante la conferenza stampa sul bilancio del primo anno di governo, nè tra le cose fatte nè tra quelle ricomprese nel mare magnum del "ci stiamo lavorando". Questa mattina durante la seduta di Consiglio in V municipio (qui ha sede circa la metà degli sfasci romani, per lo più nell'area del parco di Centocelle), sono stati ricevuti i rappresentanti delle aziende di smaltimento di pezzi d'auto. 

"Solo dichiarazioni di intenti" ha commentato secco il presidente degli operatori di viale Togliatti, Mario Di Nunzio. "Ci è stato semplicemente ridetto che non appena ci sarà la possibilità, ci sposteranno". Anche perché loro, gli operatori, sono i primi a dire basta alle proroghe, un escamotage che rende impossibile la messa a norma del servizio e l'ottenimento di autorizzazioni definitive in linea con la legge vigente. 

Gran parte delle attività infatti non rispetta gli standard di sicurezza e tutela ambientale. Dagli allacci degli impianti allo sversamento e smaltimento dei materiali, i rottamatori non vanno d'accordo con i vincoli ambientali del Parco di Centocelle, 126 ettari di verde con vincolo paesaggistico, così come con altri luoghi troppo vicini ai centri abitati. Eppure sono state prorogati per lustri e lustri, in barba alle normative. Parte degli autodemolitori dovrebbe ottemperare alla normative con dei lavori di ristrutturazione, ma i più dovrebbero essere semplicemente trasferiti in luoghi idonei. E di spostamento si parla da 30 anni, senza però arrivare a conclusioni concrete. 

Trovare siti da un punto di vista ambientale, fuori dal Grande Raccordo Anulare, dove per tutti sia possibile mettersi in regola sul piano strutturale, è da sempre l'obiettivo. Da trent'anni però, in un balletto di tavoli tecnici, proroghe alle concessioni, manifestazioni, regna l'immobilismo. L'ultimo annuncio è della sindaca Raggi, dal luogo di un incendio scoppiato il 2 giugno all'interno di un autodemolitore in zona Battistini: "Studiamo da mesi la questione". Ma in Commissione Ambiente il presidente Daniele Diaco ha ammesso: dobbiamo ripartire da zero. 

Analizzata la delibera n. 181 del 2014 del governo Marino, che fissava una serie di tappe verso il trasferimento, è emerso che per gli autodemolitori romani "bisogna ripartire da capo". Le aree individuate nel 1997 dove trasferire tutti i siti allora esistenti (oltre cento), infatti, sono impantanate nelle paludi della burocrazia e dai ricorsi al Tar. Dunque il provvedimento dell'ex governo dem non è più attuabile. E il presidente Diaco si è limitato ad affermare che saranno cercate nuove aree e che nel frattempo sarà avviata una verifica della regolarità ambientale degli attuali rottamatori. Aspettiamo i fatti. 

Mentre nel parco di Centocelle i comitati che si battono per la difesa ambientale dell'area sono pronti a lottare. "Basta con le proroghe - commenta Roberta Ricci di Pac subito bonifica! - chiunque metta la firma su un atto simile viola la legge. Gli sfasci così come sono non rispettano le normative su ambiente e inquinamento". Ma senza concessioni, le attività sono costrette a chiudere, con tutte le conseguenze del caso per operatori e famiglie. Illegalità da una parte, posti di lavoro persi e interruzione della filiera di smaltimento dall'altra. Un corto circuito che il Comune è chiamato a interrompere, il prima possibile. 

IN AULA - Il tema è stato oggetto di un'interrogazione del capogruppo di Sinistra Italiana in Campidoglio, Stefano Fassina. Si chiede urgentemente alla sindaca Raggi "se ci sono stati e quali siano gli sviluppi rispetto alla delocalizzazione dei centri di autodemolizione presenti nel parco archeologico di Centocelle", "a quanto ammonti il numero complessivo dei centri di autodemolizione e rottamazione presenti nel territorio di Roma Capitale, quanti di essi siano in regola, quanti impianti siano stati chiusi, quanti siano da delocalizzare e a che punto sia l’istruttoria riguardo alle scadenze poste dalla G.C. n. 181/2014"

E ancora "a che punto siano le procedure espropriative sui siti individuati in seguito all’Accordo di programma sottoscritto nel 1997 tra il Comune di Roma, la Provincia di Roma e la Regione Lazio e se le aree individuate possono essere considerate ancora operative". Oltre a "quali posizioni si intendono assumere nei confronti degli operatori attualmente autorizzati in regime provvisorio (prossima scadenza 30 giugno 2017) alla luce delle gravi criticità a livello ambientale"

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, Lazio zona arancione? Oggi la decisione

  • Coronavirus, nel Lazio chiusi negozi e supermercati alle 21: la nuova ordinanza della Regione

  • Centro commerciale Maximo di Roma: ecco quali sono i negozi presenti all'interno

  • Coronavirus Roma, Matteo si fa ricoverare insieme allo zio down positivo al Covid: "Non potevo lasciarlo solo"

  • Coronavirus, a Roma 1305 nuovi casi. Nel Lazio 80 morti nelle ultime 24 ore. I dati del 18 novembre

  • Sciopero trasporti mercoledì 25 novembre: a rischio metro, bus, treni e pullman Cotral

Torna su
RomaToday è in caricamento