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Lunedì, 27 Maggio 2024
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L’incubo dei servizi anagrafici di Roma. Tra i dipendenti scatta lo stato di agitazione

Il sistema informatico è in tilt da oltre due settimane, protestano gli ufficiali di stato civile. È corsa contro il tempo per evitare ulteriori disservizi in vista delle elezioni europee

Sistemi informatici in blocco, atti urgenti da scrivere a mano, certificati impossibili da scaricare e fornire ad un’utenza sempre più indispettita per le inefficienze dell’amministrazione. È caos negli anagrafici del comune di Roma. Così dopo oltre due settimane di disservizi ecco la proclamazione dello stato di agitazione di tutto il personale degli uffici di anagrafe e di stato civile di Roma Capitale. La decisione è stata presa durante l’assemblea sindacale convocata da Usb e Sgb. 

Sistema informatico bloccato, uffici in tilt

“La situazione degli uffici risulta paradossale per il recente blocco dei sistemi informatici che perdura da prima di Pasqua e che ancora non sembra aver trovato una soluzione definitiva” scrivono Alessandro Carli di Usb e Maria Regina Silvia Garau di Sgb. “Il personale è costretto alla stesura di alcuni atti a mano e a convivere con difficoltà organizzative tali da costringere i lavoratori ad operare in assenza di direttive precise, privi di una specifica e qualificata formazione, in condizioni di sicurezza spesso messe a repentaglio dall'aggressività di taluni cittadini provati dalle inadempienze e dai ritardi di Roma Capitale riguardo i più elementari diritti sanciti dalle leggi come residenza, stato civile, matrimoni”. Per i sindacalisti si tratta di una situazione particolarmente critica e che, “venendo meno il rispetto dei termini di legge previsti in talune delle procedure, potrebbe sfociare in denunce di rilevanza penale”. Dito puntato anche contro il sistema informatico Sipo, il sistema informatico della popolazione di Roma Capitale che ha sostituito il vecchio Aggior ma che, denunciano i lavoratori, “risulta ancora inadeguato rispetto alle esigenze lavorative del personale”. 

Perchè il sistema informatico del Comune è andato in tilt paralizzando uffici e servizi

La protesta dei dipendenti capitolini

Da qui la protesta. “Il blocco informatico del famoso progetto di digitalizzazione che avrebbe dovuto abbreviare i tempi di lavorazione di tanti servizi, tra cui le residenze, si è trasformato in un incubo fatto di anomalie, penuria di dati certi, mancata integrazione tra i sistemi. La mancanza di una seria e netta presa di responsabilità da parte dell'amministrazione ha completamente mandato in tilt i lavoratori lasciati soli a rispondere alla cittadinanza”. 

Le elezioni europee alle porte

Una falla da colmare presto. Già perché a giugno si vota per le elezioni europee e nelle settimane precedenti il lavoro dell’anagrafe è essenziale per la compilazione delle liste elettorali, il rilascio di certificati e tessere. Lo sottolinea anche l’ex assessore al Personale di Roma Capitale, Antonio De Santis: "Dal 24 marzo scorso le pesanti criticità collegate alla piattaforma informatica hanno interessato gli uffici anagrafici e di stato civile di Roma Capitale con l'effetto di aver bloccato tutta una serie di servizi fondamentali per il cittadino come il rilascio di documenti, carte di identità e certificazioni. Da più di 15 giorni, è impossibile, tra le altre cose, effettuare i cambi di residenza, con i dipendenti messi in una condizione di difficoltà di fronte all'utenza. Si tratta di un servizio particolarmente importante, soprattutto in vista dell'oramai prossimo appuntamento elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo. Alle nostre preoccupazioni già ampiamente espresse si aggiunge, oggi, quella di garantire il diritto di voto a tutti i cittadini che da mesi aspettano di cambiare residenza e, dunque, di poter esprimere la propria preferenza nel collegio corretto".

"La città dove non si può nascere, sposarsi o morire"

“Siamo vicini in queste ore a tutti i dipendenti dei servizi anagrafici di Roma Capitale che stanno patendo sulla propria pelle tutti i disservizi del nuovo sistema informatico adottato da Roma Capitale per lo stato civile, in forte difficoltà già dal 18 gennaio e completamente fuori uso dal 22 marzo scorso” hanno aggiunto Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Campidoglio, e Giovanni Picone, suo omologo in Municipio XII. “Una situazione paradossale per la Capitale d’Italia, nella quale ad oggi per l’anagrafe non si può nascere, o sposarsi, e nemmeno morire. Tutto completamente bloccato con enormi disservizi e difficoltà per i cittadini e causa anche di fortissimo stress per gli operatori che devono gestire una situazione lavorativa difficile e complicata. Risulterebbero all’incirca 6800 gli atti in attesa di scannerizzazione da inserire nel sistema informativo, mentre online è tutto bloccato, il numero dei cambi di residenza in attesa di lavorazione cresce nei Municipi giorno dopo giorno: ci vorranno mesi per smaltire tutto l’arretrato. Un disastro, anche in vista delle prossime consultazioni europee, perché le incombenze dettate dalle elezioni richiedono tempistiche certe, e invece anche oggi tutti i servizi fondamentali per il cittadino non sono fruibili. Mentre molto si discute sul futuro dell’intelligenza artificiale, Roma grazie al sindaco Gualtieri fa ogni giorno solo passi indietro, anche sul piano della tecnologia e dei servizi informatizzati". La Lega promette di coinvolgere anche il Prefetto in quella che, dicono Santori e Picone, "è una questione estremamente grave e mai vista prima,  paradossale in vista dell’imminente appuntamento elettorale con i municipi ad oggi impossibilitati a gestire, oltre ai cambi di residenza, anche l’emissione di tessere elettorali”. 
 

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