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Il sindaco Sergio Pirozzi

Il sindaco Sergio Pirozzi

Regionali Lazio, Sergio Pirozzi: "Non mi interessano i partiti, contano solo le persone"

Intervista al sindaco di Amatrice

Non scioglie ancora la riserva. Ma non può negare le indiscrezioni, d'altronde mai smentite, che lo vogliono pronto a correre per la presidenza della regione Lazio. Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, tra i comuni devastati dal terremoto del 24 agosto 2016, è tra i papabili candidati dell'area di centrodestra. E non è un segreto per nessuno. Una settimana fa, in occasione della presentazione del suo libro al Salone delle Tre Fontane era attesa l'ufficializzazione, ma la platea è rimasta a bocca asciutta. Non ci conferma l'intenzione di candidarsi, dribbla le domande dirette, ma tra le righe risponde come se fossimo già ben oltre i rumors, specie in relazioni ai malumori interni che il suo nome ha suscitato tra i partiti. "Non voglio far litigare nessuno, ma sono un uomo libero, lo sono sempre stato. Non mi piacciono i compromessi, non sono il tipo". Come a dire, chi c'è c'è... Correrebbe solo, con una sua lista civica? "Le dico solo una cosa, ho sempre fatto scelte scomode. Fa parte del mio essere".

Sindaco Pirozzi, il 24 ottobre per la presentazione del suo libro tutti si aspettavano l'annuncio della sua candidatura. E invece non ha sciolto la riserva... Ambisce o no a guidare il Lazio?

No che non l'ho sciolta, non c'entrava niente con il libro. Nel caso in cui dovesse essere, farei una conferenza stampa apposta. Comunque nella mia testa non è la priorità. Vedo che tutti litigano, si acciuffano, escono note stampa, sono cose che non mi interessano, non fanno parte del mio mondo. Non sto proprio pensando a quello che dicono gli altri. 

Però non smentisce. Parliamo per ipotesi. A una sua possibile candidatura solo Salvini ha esplicitato un appoggio totale, Meloni non si è espressa e in Forza Italia c'è più di un malumore certificato. Correrebbe anche solo, con una sua lista civica?

Ma lasci perdere tutte queste dinamiche. Le dico solo che non sono importanti i partiti ma le persone, la loro credibilità e le loro proposte. Parlare oggi di partiti, con tutto il rispetto, è riduttivo, specie per uno come me che è sempre stato un uomo libero. Non rinnego la mia estrazione di centrodestra, ma ho sempre fatto le mie personali battaglie che non sempre hanno un colore politico. 

Certo, ma i partiti esistono e potrebbero servirle, come lei a loro, per arrivare a dama... 

Guardi, io ho sempre fatto scelte scomode nella mia vita. E non ho mai tratto benefici dalla mia attività pubblica. Non sempre è importante vincere. Fondamentale piuttosto è che le idee siano condivise. Tutte le volte che mi sono candidato ho riunito intorno a me donne e uomini su un'idea e nessuno ha mai chiesto niente, ha sposato l'idea. Sono conciliante, ma troppi compromessi non fanno per me. 

Quindi mi sta dicendo che, nel caso, detta lei le regole della partita.

Le ho già risposto. 

Chi è più temibile per il centrodestra, Zingaretti o Lombardi?

Non guardo i sondaggi.

Torniamo ai malumori. A congelare il suo nome, per adesso, c'è Forza Italia. Il senatore Francesco Giro ha dichiarato al nostro giornale "attenzione a non strumentalizzare il terremoto". Vuole rispondere?

Io di giro conosco solo il Giro d'Italia.

E a chi sostiene che non ha sufficiente esperienza politica per una macchina regionale complessa come il Lazio?

Rispondo con i miei 22 anni da amministratore. E comunque tanti uomini capaci provenienti dalla società civile si sono ritrovati ad avere incarichi politici di responsabilità. Glielo ripeto, contano le persone, la loro passione, le loro idee. 

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