Domenica, 19 Settembre 2021
Politica Lungotevere Arnaldo da Brescia

Rumori e 'percolato', sequestrato tratto di Lungotevere. Ama: "Niente di tossico"

Inquinamento acustico e presenza di liquido prodotto dai rifiuti, i motivi che hanno spinto gip a disporre il sequestro dell'area dove stazionano spesso i compattatori dell'azienda capitolina. Risponde Fortini: "Aspettiamo la conclusione delle indagini"

Immagine di repertorio

“L’azienda esclude nel modo più assoluto e categorico che ci possa essere stato rilascio di rifiuti tossici nell’area oggetto di sequestro a Lungotevere Arnaldo da Brescia". Risponde così, in una nota, il presidente dell'Ama Daniele Fortini alla notizia del sequestro di un'area del Lungotevere. Forte inquinamento acustico e presenza di percolato (liquido prodotto dallo smaltimento dei rifiuti), i motivi che hanno spinto gip Massimo Pierazzi a disporre il sequestro dell'area a pochi metri da piazza del Popolo, dove stazionano spesso i compattatori dell'Ama.

LA NOTIZIA - Il provvedimento del gip Massimo Pierazzi è arrivato su richiesta della Procura di Roma che nel luglio scorso aveva avviato un'indagine dopo l'esposto di alcuni cittadini sull'attività svolta dai camion dell'azienda. "Le indagini" afferma l'avvocato Antonello Giudice, che assiste alcuni abitanti "hanno confermato come la presenza dei compattatori, non solo sia fonte di disturbo della quiete e della tranquillità dei residenti anche nelle ore notturne, ma sia anche causa di fuoriuscita di liquidi nauseabondi nel corso dell'attività di raccolta che imbratta l'area e determina un rischio di contaminazione". Per il penalista "il provvedimento del Gip pone fine a una situazione indecorosa e dannosa non solo per i residenti e per coloro che lavorano in tale area ma per l'immagine stessa della città".

LA RISPOSTA - Spiega Fortini nella nota: "I materiali tossici sono infatti catalogati dal codice europeo dei rifiuti (CER) e certamente non sono mai riconducibili e assimilabili alla categoria dei rifiuti urbani che sono quelli di cui si occupa Ama. E' infatti da escludere categoricamente che i rifiuti che produciamo quotidianamente in casa, e che vengono buttati dopo poche ore nei bidoncini del porta a porta, possano essere in alcun modo tossici" continua la nota. "Va sottolineato che in nessuno dei verbali di sequestro dell’area viene mai utilizzata la parola “tossico”. Da questa vicenda, quindi, Ama, e di conseguenza tutta la città di Roma, subisce un danno d’immagine gravissimo basato su una notizia infondata. Auspichiamo una rapida conclusione delle indagini e rassicuriamo quindi l’opinione pubblica che non esiste alcun pericolo derivante dalla raccolta dei rifiuti urbani".

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