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Giovedì, 13 Giugno 2024
Politica Tor de Cenci / Via del Risaro

Via i rifiuti dal sentiero naturalistico. A rimuovere le discariche ci pensano solo i cittadini

Centinaia di bottiglie rimosse dai volontari. Pericolini: “Lì non potrebbero neppure passare le auto, ma se non puliamo noi, non lo fa nessuno”

Il caldo non ha scoraggiato i volontari che si prendono cura del sentiero Trilussa. Nella giornata di domenica 20 agosto, nonostante la temperatura proibitiva, un gruppo di volontari per lo più residenti a Vitinia si è dato da fare per ripulire il sentiero ciclo pedonale dedicato al grande poeta romanesco.

I volontari che rimuovono i rifiuti

“Ci troviamo in una terra sul confine tra i municipi X e IX che sembra una terra di nessuno – ha premesso Mario Pericolini, tra i volontari che si prendono cura del sentiero Trilussa – purtroppo le microdiscariche non mancano e quindi bisogna darsi da fare per rimuovere quanto viene incivilmente abbandonato all’interno dell’area verde”. Ed è quanto hanno fatto i cinque volontari che, datosi appuntamento alle 9 di domenica mattina, sfidando il solleone, si sono presi cura del sentiero.

Dove si trova il sentiero

Il percorso, che si sviluppa tra via del Risaro e via Massa Fiscaglia, attraversa tre aree protette: la Riserva Litorale Romano, la Riserva Tenuta presidenziale di Castelporziano ed il Parco Regionale di Decima Malafede. E’ un sito di importanza naturalistica che in passato ha alimentato divisioni tra quanti ne chiedevano l’istituzione e tra coloro, come la precedente amministrazione municipale, temevano che la presenza dell’uomo sul sentiero potesse diventare fattore di disturbo per la fauna selvatica.

Nel 2022 abbiamo firmato una convenzione con RomaNatura con la quale ci siamo impegnati a presidiare il sentiero” ha spiegato Pericolini. In cambio l’ente regionale ha fornito una bicicletta che oggi i volontari utilizzano per monitorare le condizioni del percorso ciclopedonale. “La convenzione è scaduta, ma noi continuiamo a rimuovere i rifiuti che vengono abbandonati: se non lo facciamo noi, non provvede nessuno. E così domenica, in un paio d’ore, abbiamo raccolto oltre 100 bottiglie di vetro e di plastica” Erano state lasciate in un percorso che, per ampi tratti, non dovrebbe neppure essere raggiunto dalle auto.

Una discarica nel verde

I volontari si occupano di raccogliere buona parte degli scarti trovato lungo il sentiero. Ma i rifiuti non mancano mai e, già in passato, sono state segnalate varie lastre di eternit. “Ora siamo un po’ preoccupati per una discarica che si è formata a poca distanza dal fosso di Malafede, dove si trova un ex cementificio abbandonato, in passato oggetto di occupazioni – ha spiegato Pericolini, già presidente del CdQ di Vitinia – Abbiamo chiesto all’autorità di bacino di farsene carico”. Perché i soli volontari, con le proprie forze, non riescono a rimuoverla. 

Perché Trilussa

Perché il sentiero è dedicato a Trilussa? Il poeta, come ricorda la riserva del Litorale romano, era solito frequentare l’osteria del Malpasso, situata sulla pontina vecchia ed attiva sin dal 1910. Quest’antica osteria, situata sul tracciato del sentiero e tuttora attiva, ha conservato anche una foto che venne scattata a Trilussa, insieme ad una compagnia di amici.

Rifiuti abbandonati nel sentiero Trilussa

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