Un cantiere deserto al posto di SCUP: ecco a cos’ha portato lo sgombero del 2015

L’intenzione di recuperare l’immobile di via Nola 5, non ha comportato nessun beneficio per il quartiere. L’edificio è un cantiere fermo da anni e San Giovanni ha perso un punto d’aggregazione

Via Nola 5: dietro il cancello un cantiere fermo

In via Nola 5 il cancello è chiuso. Sopra l’ingresso di quella che, fino al 2015, era stata la sede del centro sociale SCUP, campeggia un cartello. E’ di quelli che si trovano nelle aree di cantiere. Solo che non riporta alcuna indicazione.

Il cantiere fermo

“I lavori sono fermi. Erano partiti subito dopo lo sgombero ma si sono quasi immediatamente interrotti” racconta Giuliano, uno dei fondatori di SCUP, acronimo che sta per Scuola e Cultura Popolare. Nello spazio di via Nola 5, per tre anni, era stato creato un punto d’aggregazione. Un luogo al cui interno si provava a rispondere all’assenza di servizi pubblici che caratterizza un quartiere come San Giovanni.

Il braccio di ferro

Lo spazio, dopo numerosi accessi dell’ufficiale giudiziario, è stato lasciato dagli attivisti. Nonostante le proteste, gli attestati di solidarietà e le richieste, rivolte all’allora sindaco Marino, di aprire un tavolo di trattativa con la proprietà. Nel 2015, lo spazio occupato dagli attivisti di SCUP, era di UNIECO, un gigante immobilare che consorziava decine di cooperative. Dal 2017 quella realtà, con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, è stata messa in liquidazione. E la riqualificazione che aveva previsto per i locali di San Giovanni non è stata portata a compimento.

Com'è oggi via Nola 5

A distanza di cinque anni il cantiere appare quindi fermo. Il suo perimetro è delimitato, da un vicino cortile, attraverso delle semplici lamiere di metallo zincato. Non ci sono operai, ma l’area è soggetta ad una costante guardiania. Nell’adiacente giardino invece sono rimasti attrezzi ginnici che erano appartenuti all’ex palestra popolare di via Nola. C’è anche un ring che veniva utilizzato per i corsi di prepugilistica. Tutto intorno regna il degrado, con l’immancabile presenza di rifiuti accatastati davanti al cancello di viale Castrense, strada su cui l’amministrazione ha in serbo un progetto di riqualificazione.

Da una rigenerazione all'altra

Lo sgombero dei locali di via Nola 5, avvenuto in maniera pacifica ma in presenza di numerosi rappresentanti delle forze dell’ordine, SCUP ha trovato un’altra sede. I suoi attivisti, al termine del corteo che si è svolto il 7 maggio 2015 e che ha portato alla rinuncia dello spazio a San Giovanni,hanno occupato due capannoni in via della Stazione Tuscolana. Quegli edifici, per anni abbandonati, sono stati riqualificati. Ed anche assegnati in comodato d’uso da RFI, che ne mantiene la proprietà. Ma rientrano nel progetto di Re-Inventing Cities e quindi anche da lì, gli attivisti di SCUP, sembrano destinati ad essere allontanati. Perché, quel quadrante cittadino, mira ad essere rigenerato. Possibilmente non com’è stato rigenerato lo spazio di via Nola. Con la chiusura di SCUP, San Giovanni, ha infatti perso uno spazio d'aggregazione dov'era possibile praticare sport o ricevere servizi a costi molto calmierati. A ben vedere dal suo sgombero, il quartiere, non ha ottenuto nessun beneficio.

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