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Immagine d'archivio (fonte Pixabay.com)

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Scuole materne e nidi, sindacati: "Poche mascherine e tagli al servizio". Scatta lo stato di agitazione

"A queste condizioni noi non ci stiamo. Metteremo in atto tutte le iniziative di protesta necessarie" denunciano Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Roma Capitale Rieti, Uil Fpl Roma e Lazio e Csa

Orario ridotto per il personale supplente, insufficienza di mascherine e dispositivi di protezione, ritardi nella costituzione delle commissioni Covid, sostegno ai bambini disabili non garantito per l'intera giornata. Parlano di un grave "caos organizzativo" nelle scuole dell'infanzia e negli asili di Roma Capitale i sindacati di categoria. A poco più di due settimane dalla riapertura, e al ritorno da lunedì del tempo pieno nelle materne, lanciano l'allarme, proclamando lo stato di agitazione del personale. 

"A queste condizioni noi non ci stiamo. Metteremo in atto tutte le iniziative di protesta necessarie" denunciano Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Roma Capitale Rieti, Uil Fpl Roma e Lazio e Csa. "E pensare che per organizzare la riapertura si è fatto ricorso a una task force di 9 componenti del Comune e 17 fra esperti e docenti di ben tre università" attaccano i sindacati. "Peccato che non si è neppure pensato a coinvolgere né le lavoratrici e i lavoratori, né i loro rappresentanti, che il lavoro in emergenza lo conoscono davvero. Anzi, quando si è parlato di organico potenziato, finalizzato giustamente alla creazione di gruppi stabili in risposta alla emergenza Covid, tutto è naufragato nell’incapacità dell’amministrazione di tradurre piani concreti quanto definito".

I perché della protesta

Ecco le ragioni principali della protesta. Si parte dalla sostituzione dei docenti assenti con personale che copre un orario giornaliero ridotto al 75%. "Questo significa non coprire il turno di servizio, con inevitabili ricadute nell'offrire un servizio adeguato ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie". E ancora la distribuzione dei dispositivi di protezione individuale (Dpi), "insufficiente a coprire tutte le strutture e tutte le prescrizioni".

Le federazioni di categoria, segnalano poi "ritardi ingiustificati nella costituzione delle Commissioni Covid, specificatamente previste nei protocolli per il monitoraggio delle misure di prevenzione alla diffusione del virus". Così come la "completa disorganizzazione nell'indicare ai Referenti Covid le prassi da seguire, un'idonea formazione e un adeguato supporto per la gestione di casi di contagio nelle strutture". Per quanto riguarda il personale docente, "si è fatto ricorso agli spostamenti tra strutture per coprire i buchi, senza curarsi della crescita esponenziale dei rischi". Mentre addirittura "ai bambini diversamente abili non viene garantita l'insegnante di integrazione per l'intera durata dell'orario giornaliero".

"Tutto ciò era largamente previsto, e per questo all’incontro convocato ieri dall’amministrazione ci saremmo aspettati un confronto per trovare soluzioni concrete alle tante criticità. Al contrario ci siamo trovati di fronte un muro di scuse e di alibi, a iniziare dai costi, e sempre in contrasto con le indicazioni contenute nei protocolli di ISS, MIUR e Regione Lazio" rimarcano i sindacati. 

"Di fronte a queste inaccettabili condizioni e in assenza di segnali di apertura da parte dell'amministrazione, abbiamo convenuto di interrompere il confronto e di indire lo stato di agitazione dell'intero settore educativo scolastico di Roma Capitale" concludono i sindacati. "Chiediamo al Prefetto un intervento risolutivo. Noi siamo pronti a tutte le iniziative per assicurare la ripresa delle attività in piena sicurezza. Ci mobiliteremo in tutte le sedi, per risollevare le già precarie condizioni del servizio ai bambini e alle famiglie".

I rappresentanti sindacali precisano infine che, "per senso di responsabilità delle scriventi e di tutto il settore educativo e scolastico di Roma Capitale, le eventuali iniziative che verranno intraprese a seguito dello stato di agitazione non andranno ad aggravare ulteriormente le già precarie condizioni del servizio ai bambini e alle famiglie".


 

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