Scuole al gelo, il Campidoglio si difende: "Guasti 62 impianti su 1124"

Alla difficile odissea di questa mattina, il Comune risponde nel pomeriggio con un lunga nota stampa: "Riscaldamenti accesi già dalle 18 di sabato, come annunciato"

Banchi di scuola, immagine d'archivio

Il Campidoglio respinge le polemiche e conferma le misure messe in campo: per contrastare il gelo straordinario degli ultimi giorni, i riscaldamenti nelle scuole sono stati accesi con più di 24 ore di anticipo sulla prima campanella post Epifania. Esattamente alle 18 di sabato 7 gennaio. E allora gli alunni costretti a tornare a casa questa mattina per il freddo insopportabile tra i banchi? O a restarci avvolti da giacconi pesanti da rifugio di montagna? 

Rientrerebbero nei 62 casi di malfunzionamento o mancato avvio che il Comune, ammette, ha rilevato su un totale di 1.124 impianti termici. Tra questi in particolare ne vengono segnalati "tre dovuti a spegnimento dopo riaccensione (Via Niobe 50, Via Fosso dell’Osa e Via Belon 150), tre a mancanza di gas (Via Rivisondoli e Via Casal Bianco ora risolti e Piazza Minucciano in fase di risoluzione); uno a mancanza di energia elettrica (Via Ostiense 263 ora risolto),  due con perdite idriche da riparare (Via Fossacesia e Via di Gesù e Maria)". E sui 62 casi, secondo i numeri forniti dal Campidoglio, circa una ventina "si è già prontamente intervenuti nella giornata di ieri, domenica 8 gennaio". I restanti "si sono verificati nella mattinata odierna e sono in fase di risoluzione". Dunque, a bloccarsi stamattina ne resterebbero, sulla carta, una quarantina.

Insomma, numeri bassi, sotto il 6 per cento di casi problematici sul totale dei termosifoni monitorati, ma comunque un disservizio che ha creato problemi a centinaia di famiglie, tante costrette ad andare a riprendere i propri figli in classe a cinque gradi. A Romatoday sono arrivate circa una trentina di segnalazioni provienienti un po' da tutti i territori. Da Trionfale a Lunghezza, da Prati a San Giovanni, da Monteverde all'Eur fino al litorale. Mamme infuriate e preoccupate per i figli, maestre altrettanto indignate, presidi e politici di opposizione pronti a gridare allo scandalo. 

Mario Rusconi, presidente dell'ANP (Associazione Nazionale Presidi) di Roma e Lazio, che già ieri aveva lanciato l'allarme, ha raccontato: "Stamattina decine e decine di colleghi mi hanno mandato segnalazioni via mail e via WhatsApp, inviandomi anche foto dei termometri delle scuole fermi a 12 gradi. E in tutto questo alcuni ragazzi, soprattutto delle superiori, ne approfittano per fare proteste e domani molti non entreranno a scuola proprio per protesta. Spero comunque che non ci saranno malati". Certo, il gelo invernale non è una novità di quest'anno, ma proprio per questo, forse, si poteva puntare su più prevenzione. "Si sarebbe potuta istituire una task force di operai dei municipi per andare ad accendere le caldaie, che non sono accessibili al personale della scuola. Sin dal terremoto del 30 ottobre abbiamo offerto al sindaco una consulenza gratuita da parte nostra senza avere però risposta. Non abbiamo preclusioni nei riguardi di nessuna Giunta. Questa Giunta si era caratterizzata per la volontà di innovazione e rinnovamento, ma ci sembra che le affermazioni non corrispondano ai fatti".

Duro l'attacco della capogruppo Pd, Michela Di Biase. "Se non fosse per i disagi prodotti a docenti, alunni e genitori  in decine di scuole di ogni ordine e grado potremmo definire ‘l’operazione scuole calde’ una vera beffa. L’iniziativa, annunciata sabato 7 gennaio dal Campidoglio, come un piano straordinario per intiepidire il rientro a scuola di migliaia di studenti a fronte delle basse temperature di questi giorni ha invece messo i brividi a docenti e scolaresche. Il risultato prodotto è desolante: le proteste dei genitori si sono moltiplicate e in tanti sono tornati a casa. L’ennesimo flop dell’amministrazione Raggi copre di gelo scolari e studenti romani". Stessi toni da tutta la minoranza di governo. 

Da Onorato, lista Marchini: "Un sindaco che non è in grado di garantire neanche i termosifoni accesi nelle scuole comunali dovrebbe dimettersi. La Raggi aveva promesso che si sarebbe dedicata esclusivamente all'ordinaria amministrazione, peccato che i fatti dicano il contrario e da Torre Gaia a Ostia passando per il centro migliaia di bambini sono costretti a casa". A De Priamo, vicepresidente dell'Aula e consigliere di Fdi: "Si tratta di una vicenda grave sulla quale vogliamo conoscere le responsabilità a cominciare dal sindaco che ha annunciato una misura non messa in essere nella maggior parte dei casi". Alla senatrice Giuseppina Maturani, vicepresidente del Gruppo Pd a palazzo Madama. "La città è senza una guida. Virginia Raggi colleziona un incidente dopo l'altro e a rimetterci, come al solito, sono i romani. Bambini costretti a stare col cappotto in classe: ecco una delle tante rivoluzioni del Movimento 5 Stelle". 


 

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