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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Politica

Scuola, l'apertura slitta al 18 gennaio ma è polemica sul rientro. Il sindacato: "Tamponi rapidi per tutti"

Il liceo Anco Marzio di Ostia ha avviato la protesta 'A scuola sì ma non così'. Perplessità anche dalla preside del liceo Gullace. Intanto gli studenti spiegano le motivazioni del loro dissenso

Non più lunedì 11 gennaio, l’apertura delle scuole secondarie è fissata al giorno 18. A stabilirlo un’ordinanza della Regione Lazio firmata nella giornata di venerdì. Intanto continuano le polemiche sulle modalità di rientro in classe.

Gli studenti del liceo ‘Anco Marzio’ di Ostia hanno avviato ieri una protesta anche a mezzo social, supportati da genitori, docenti e personale ATA: “A scuola sì ma non così”. E dall’UGL un’ipotesi di soluzione per tornare a sedere tra i banchi in sicurezza: “Si facciano i tamponi rapidi in classe per evitare contagi e quarantene”.

Le proteste degli studenti delle scuole superiori

Giorni di protesta per studenti e lavoratori in vista della prossima apertura delle scuole che, per fronteggiare il contagio da Covid-19, dovrà avvenire attraverso una nuova modalità che garantisca la sicurezza di tutti. L’apertura, inizialmente fissata per lunedì 11 gennaio, aveva creato scompiglio e proteste tra gli studenti che avevano annunciato già nei giorni scorsi l’intenzione di rimanere in ‘dad’ – didattica a distanza – e di non tornare al 50%-75% in presenza come previsto dai provvedimenti. Una levata di scudi da tutta Roma per dire: “Vogliamo rimanere a casa, ci sentiamo più sicuri”.

I giovani del liceo Amaldi di Tor Bella Monaca hanno anche scritto una lettera aperta alla ministra dell’Istruzione Azzolina per spiegare le motivazioni della protesta e esprimere il loro disaccordo: la ministra ha risposto chiedendo senso di responsabilità.

A manifestare contrarietà sul rientro a scuola anche gli studenti del liceo ‘Primo Levi’ nella giornata di venerdì che hanno spiegato in una lettera le motivazioni della scelta auspicando supporto da genitori e docenti: “Attraverso questa iniziativa vogliamo sollecitare chi di dovere a investire nella scuola e nel suo corretto funzionamento, dunque confidiamo nel supporto di tutto il corpo docenti e dei genitori al fine di non ostacolare la nostra protesta nella quale crediamo particolarmente”.

La preside del ‘Gullace’: “Si inizi con il 25% di studenti in presenza”

A esprimere preoccupazione per le modalità di rientro in classe è Alessandra Silvestri, dirigente scolastica del liceo ‘Gullace’ di Roma che pur accogliendo in maniera positiva il posticipo dell’apertura scolastica ha commentato: “Anche noi pensiamo che la scuola vada riaperta però forse si poteva cominciare con un afflusso di studenti più diluito, magari iniziando col 25% degli alunni come era stato deciso a dicembre. Con le prospettive attuali invece la preoccupazione è molta, i docenti sono in ansia e sicuramente non lavoreranno bene. Non c'è solo preoccupazione per il possibile aumento dei contagi, ma anche per un'ennesima interruzione della continuità didattica. Per la preside Silvestri non ci sono dubbi, la scuola che dirige saprà fronteggiare anche una nuova organizzazione ma questo continuo cambio di passo destabilizza anche noi”.

Tamponi rapidi in classe, la soluzione proposta da UGL Lazio

E se per la scuola ‘Gullace’ un’ipotesi di soluzione potrebbe essere il rientro in classe del 25% di studenti, per il sindacato UGL Lazio i contagi si possono prevenire effettuando i tamponi rapidi a scuola evitando anche quarantene agli studenti perché: “Tale misura preventiva, utile a scoprire contagi tra studenti e docenti nel giro di 15 minuti, eviterebbe la quarantena delle classi e la chiusura delle scuole. Infatti con i risultati rapidi così a disposizione, il Dirigente Scolastico avrebbe la possibilità di decidere in tempi celeri di far continuare le lezioni in presenza oppure no, evitando chiusure di classi o quarantene preventive laddove non ci fosse bisogno”.

Dal liceo ‘Anco Marzio’ di Ostia la mobilitazione: “A scuola sì ma non così”

Studenti, docenti e personale Ata del liceo Anco Marzio di Ostia, invece, si sono messi insieme per far sentire la loro voce anche attraverso i social con una mobilitazione dal titolo ‘A scuola sì ma non così’.

L’istituto del litorale romano con tre sedi punta da sempre all’inclusione: “Ci troviamo con sgomento a constatare come per la prima volta il Governo non abbia tenuto in alcuna considerazione gli studenti con bisogni speciali che, ricordiamo, fanno a pieno titolo parte della comunità scolastica e che sono presenti in ampia percentuale nel nostro istituto”.

E così sulla pagina FB della mobilitazione sono in tanti a esibire un cartello con lo slogan della protesta spiegando: “A scuola sì ma non così perché anche noi abbiamo il diritto di scegliere” ha detto Daniele, giovane studente e ancora docenti, genitori e personale Ata: “Solo chi vive la scuola conosce a fondo le criticità. Perché ogni scuola è una comunità pensante, e deve poter scegliere in autonomia per preservare il diritto allo studio e alla sicurezza di tutti”.


 

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