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Banchi singoli in un liceo di Roma (foto Ansa)

Banchi singoli in un liceo di Roma (foto Ansa)

Scuola, è allarme aule: 9mila studenti del Lazio senza classe. I presidi: "Slittare apertura"

A fornire il dato è l'Ufficio scolastico regionale. Ma la data di apertura per la Regione resta il 14.  Eventuali posticipi saranno decisi a livelli locale o dei singoli istituti

Le scuole nel Lazio riaprono il 14 settembre, ma non sarà una passeggiata. La questione "spazi" è centrale nell'era post Coronavirus, e tanti istituti della Regione, Roma compresa, hanno problemi di aule. Ne servono in numero maggiore quest'anno per garantire il distanziamento sociale. Secondo dati forniti dallo stesso assessore Claudio Di Berardino, interpellato a riguardo durante un'audizione nella commissione regionale competente, sono circa 9mila ragazzi che a oggi non hanno una classe fisica dove collocarsi. "I primi di luglio erano 120mila, continueremo a cercare spazi alternativi adeguati nelle prossime ore" ha assicurato l'assessore. 

Oggi riaprono i nidi a Roma

A confermare il dato delle classi mancanti anche i tecnici in Regione. "Nel Lazio mancano 476 aule solo per le scuole secondarie di secondo grado, quindi nel complesso il numero va raddoppiato: forse mille" ha detto Michela Corsi dell'Ufficio scolastico regionale. "Se concretamente i posti per i ragazzi non ci sono, bisogna pensare a un'alternativa. Non ci sono materialmente spazi negli edifici". Tra i problemi c'è anche quello che diversi spazi individuati "non hanno le certificazioni, non possiamo rischiare di mettere i ragazzi in posti inadatti alla didattica". 

La didattica a distanza, già ampiamente sperimentata (non senza problemi) in fase di lockdown, potrà essere un'alternativa ma non per tutti. "È prevista solo per le secondarie di secondo grado se non si riesce a fare lezione in presenza. Parliamo di ragazzi dai 15 ai 19 anni. Nessuna scuola primaria nè secondaria di primo grado avrà la didattica a distanza".

I presidi: "Posticipare apertura"

Per la questione aule, ma anche per l'assenza dei banchi (non a tutti gli istituti sono arrivati quelli singoli), e la mancanza di insegnanti sufficienti, sono gli stessi presidi a chiedere un posticipo sulla partenza. "È una necessità il fatto di posporre l'inizio delle scuole" dichiara il presidente dei presidi del Lazio, Mario Rusconi. "Ricevo molte richieste dai colleghi o perchè sono in corso interventi di 'edilizia leggera', poi c'è il problema delle mense e mancano tutti gli insegnanti. Quest'ultimo è il vero problema, non c'è solo quello dei banchi". Insomma, "le richieste delle scuole sono moltissime, perchè vogliamo fare in modo che non ci si trovi impreparati alla apertura e quindi si possa garantire dopo il 22 almeno un relativo benessere funzionale, ambientale e di sicurezza profilattica agli studenti".

Richiesta quella di un avvio posticipato che la Regione però non sembra aver accolto. La data di apertura è confermata per il 14, come detto dallo stesso assessore Di Berardino. Se poi continueranno a esserci problemi, saranno gli enti locali, i Comuni e gli istituti stessi in virtù della loro autonomia, a decidere di spostare eventualmente la data di apertura. 
 

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