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Scuola, la denuncia dei presidenti dei Consigli di istituto: "A Roma non siamo pronti"

I presidenti dei Consigli di istituto di Roma e del Lazio hanno puntato il dito contro gli enti locali: "E' mancato un intervento sistemico e diffuso"

Nella Capitale è mancato un intervento tecnico-progettuale da parte degli enti locali “in modo diffuso e sistematico”. La denuncia arriva dal Coordinamento dei Presidenti dei consigli di istituto di Roma e del Lazio che in una nota lanciano l’allarme: “A Roma le scuole non sono ancora pronte”. L’anello debole di una catena che vede tre livelli, “il sostegno economico dello Stato”, “il coordinamento tecnico-operativo sul territorio”, la “solidarietà fra le persone”, secondo i presidenti è quello che sta nel mezzo. Gli enti locali, che nella Capitale sono rappresentati dalla Regione Lazio, da Roma Capitale ma anche dai Municipi ai quali spettano diverse competenze in merito alla questione scolastica, non sono stati in grado di intervenire come necessario.

“Il lockdown ha rappresentato per le scuole un evento così avverso da scuoterle dalle fondamenta”, scrivono nella nota, “si è registrata una reazione pronta a livello centrale con stanziamenti cospicui di fondi e una partecipazione paziente di studenti e famiglie a sostegno dell’istituzione scolastica. Inoltre i presidi, insieme ai collaboratori, docenti e Ata, non hanno smesso un solo giorno di lavorare alacremente per la ripartenza dell’anno scolastico”.

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Eppure, scrivono, “a Roma, le scuole non sono ancora pronte”. In primis la questione di banchi e suppellettili, per la maggior parte “obsoleti ancora non sono stati ritirati e smaltiti” e che nelle prossime settimane dovrebbero essere sostituiti da quelli monoposto dei quali moltissime scuole sono ancora sprovviste. E ancora: “Non è pervenuto un chiaro calendario dei lavori di manutenzione, il supporto per la ricerca dei locali è stato a macchia di leopardo”. Lo stato delle cose, a due settimane dall’apertura del nuovo anno scolastico, “indica che nella Capitale, da parte degli enti locali è finora mancato in modo diffuso e sistematico l’intervento tecnico-progettuale del livello intermedio di risposta in una calamità: quello degli enti territoriali, che, dallo scorso marzo a oggi, non sempre hanno tenuto il passo dello sforzo, della presenza e della responsabilità dei Dirigenti scolastici e del personale delle scuole”. I presidenti dei Consigli di istituto parlano di “inquietudine” di fronte al fatto che “ancora oggi si attendono risposte alle legittime preoccupazioni dell’utenza studentesca e familiare su come e se riapriranno le scuole, così come sull’argomento dei trasporti pubblici”.

Da un lato, sottolinea il Coordinamento dei Presidenti dei Consigli di istituto di Roma e del Lazio, il “cordone di solidarietà e speranza” che si è creato attorno alle scuole romane “alimentato da contributi volontari e gratuiti di genitori professionisti” con “task force e comitati tecnici sono sorti in ogni scuola”. Dall’altro però, “da parte di chi è preposto per dovere istituzionale a dialogare, raccogliere istanze e ordinare gli interventi sul territorio con rapidità, l’affiancamento è stato tiepido e non sempre presente”.

Per questo il Coordinamento ha chiesto “con urgenza” l’attenzione di Città Metropolitana e Roma Capitale e ha riposto “grande attesa nell’intervento di coordinamento della Regione Lazio per tentare di realizzare quel raccordo a livello locale che è finora mancato”. 

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