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Studenti rientrano in classe lo scorso settembre (foto Ansa)

Studenti rientrano in classe lo scorso settembre (foto Ansa)

Scuola, la dura ripartenza da gennaio: allo studio strategie per contenere i flussi. Per il Tpl si punta tutto sui privati

Oggi un primo vertice in Prefettura. Presenti Comune, Regione e aziende del trasporto pubblico. Esclusi al momento i doppi turni per le classi

La riapertura della scuola è prevista per il 7 gennaio e la macchina istituzionale, a un mese dall'avvio, si è messa in moto. Obiettivo: scongiurare assembramenti e resse che favoriscano una terza ondata di contagi da covid-19, mettendo quindi in campo tutte le strategie possibili per mantenere le distanze. 

Sarà fondamentale riuscire a contenere il flusso di studenti che entrano e escono dalle classi. In particolare sul trasporto pubblico locale, dove tra settembre e novembre le resse sono state quasi quotidiane. Ricordiamo che le normative nazionali prevedono il rientro degli alunni delle scuole di II grado con didattica in presenza al 75%. E che al momento, nonostante il movimento previsto di oltre 130mila tra studenti e docenti solo a Roma e provincia pronti a rientrare in classe, la capienza su bus e metro - salvo sorprese - è prevista sempre al 50%. 

Oggi si è svolto un primo incontro in video conferenza del tavolo di coordinamento (previsto dal Dpcm del 3 dicembre) diretto dal Prefetto Matteo Piantedosi. Presenti Comune, Regione, rappresentanti dei ministeri di Scuola e Trasporti, e poi le aziende del trasporto pubblico locale Atac, Cotral, Trenitalia. "Un incontro proficuo e all'insegna della totale collaborazione e disponibilità" riferiscono a RomaToday fonti della Prefettura. Primo punto all'ordine del giorno ancora da sciogliere: come diluire ingressi e uscite degli alunni da scuola. Si pensa a più finestre orarie della mattina, sfalsando quindi gli orari di ingresso, mentre sempre stando a quanto riferito da palazzo Valentini, al momento sembrano esclusi i doppi turni, ossia la possibilità di fare lezione sia al mattino che al pomeriggio. Ipotesi che avrebbe incontrato il muro totale dei presidi.

Secondo punto, forse ancora più complesso da gestire, riguarda i mezzi pubblici. Durante l'incontro di oggi è stato avviato un primo studio del flusso di persone previsto e di quella che sarà la domanda effettiva di Tpl a partire da gennaio. Prossimo incontro per i risultati del report, aggiornamenti e stesura delle prime strategie concrete è fissato a mercoledì 16 dicembre.

Molto si punterà sul trasporto su gomma e in particolare sull'aiuto dei privati. Con i bandi pubblicati e ancora da aggiudicare. C'è quello del Comune di Roma, che a fine novembre ha individuato 40 operatori che hanno messo a disposizione fino a mille mezzi, e quello di Astral della Regione Lazio, pubblicato due settimane fa per reperire bus da utilizzare sulle linee he collegano il Centro storico con le principali stazioni di scambio: Anagnina, Laurentina, Saxa Rubra, Cornelia, Ponte Mammolo, Tiburtina.

Basteranno? Se è vero infatti che Roma e Lazio rientrano tra le regioni dove il contenimento del contagio ha funzionato meglio, in termini di numeri e di risposte sul piano sanitario, lo è altrettanto che tra ottobre e novembre, a scuole ancora aperte, mantenere le distanze sui mezzi pubblici è stato difficile, a tratti impossibile. E ora che la capienza è ulteriormente ridotta, la questione potrebbe farsi ben più complessa. 

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