Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Scuole tra furti e vandali: un fax avvisa la polizia in caso di allarme. E solo il 10% ha le telecamere

Come funziona la sorveglianza nelle scuole, tra tecnologia obsoleta e fondi insufficienti

Suona l'allarme, quando funziona, e gli uffici capitolini allertano i vigili urbani. Come? Con un fax, mezzo di comunicazione vietato tra le pubbliche amministrazioni da una legge del 2013. Gli agenti che arrivano sul posto, spesso, non hanno le chiavi per aprire il cancello. Di telecamere nemmeno l'ombra se non nel 10 per cento degli istituti scolastici. E poi le immagini che non guarda nessuno - manca il collegamento via cavo - se non in caso di denuncia alle forze dell'ordine. Ammettiamolo, furti e vandali nelle scuole romane hanno vita fin troppo facile. Tecnologie obsolete, poche risorse da investire e scarsa comunicazione tra le forze in campo rendono quasi nulli i mezzi attualmente adottati dal Comune per fronteggiare i predatori di computer, stampanti e merendine. 

"Dobbiamo assolutamente intervenire per migliorare l'intero sistema" prende atto la presidente grillina della commissione Scuola Maria Teresa Zotta durante la seduta appositamente convocata per discutere sul tema. Perché le irruzione dentro nidi, elementari, materne, medie sono all'ordine del giorno, specchio di mezzi inadeguati a garantirne la sicurezza. A illustrare le caratteristiche della filiera anti ladri gli ingegneri del Simu (dipartimento Lavori Pubblici), che gestiscono a livello tecnico circa 1000 sistemi di allarme. 

Dal Simu ai vigili urbani tramite un fax 

Al piano terra del dipartimento avviene il monitoraggio degli impianti con operatori presenti h24. Al suono che allerta della presenza di estranei negli edifici i funzionari trascrivono un fax ai vigili urbani di via della Consolazione. E dal Comando Generale parte il contatto ai gruppi territoriali che, se disponibili, inviano una pattuglia sul posto. Una catena che troppo spesso si spezza e risulta inefficace. Non è raro che il fax non venga ricevuto, o che manchino le auto da inviare sul luogo del furto. 

Ne sa qualcosa l'assessore alla sicurezza del municipio III, Giovanna Tadonio. "Troppe volte succede che agli agenti non arriva la comunicazione oppure che arrivi in ritardo" racconta ricordando la tripletta di furti a ottobre 2016 nel nido Cocco e Drilli a Talenti, struttura presa di mira in media una volta al mese (circa 10 furti in 7 mesi a cavallo tra il 2015 e il 2016). "Dalla polizia locale ci è stato detto che spesso di notte non hanno pattuglie disponibili, allora devono chiamare la polizia di Stato o i carabinieri". Una trafila troppo lunga che, tra il suono dell'allarme e l'intervento effettivo, permette a ladri e vandali di muoversi liberamente, rubare, distruggere, scappare. 

Sul posto ma senza chiavi  

Altra mancanza. E' successo che gli agenti accorsi a scuola non riescano a entrare perché non in possesso delle chiavi. Secondo una direttiva dell'assessorato alla Scuola di viale Manzoni, sulla carta, gli uffici municipali dovrebbero essere stati dotati ognuno di una copia delle chiavi di tutte le scuole del territorio. "Venne deciso insieme all'assessore Baldassarre" fa presente Zotta. Ma al funzionario della polizia Locale presente, Giorgio Garbini della Sala Sistema Roma (stanza di monitoraggio delle telecamere presenti in città), non risulta che la direttiva sia stata applicata. Per l'VIII municipio è stato sperimentato un sistema di passpartout per due asili del territorio, si tratta di una chiave "programmabile", intercambiabile su più serrature. Ma i costi sono esosi: 5mila euro a scuola. 

Telecamere assenti 

Questo per quanto riguarda il semplice circuito di allarmi. Ma anche per la videosorveglianza siamo alla preistoria. Secondo dati forniti dal Simu solo il 10 per cento delle scuole hanno installati occhi elettronici. Poche telecamere e nessuno che le guarda. Dagli uffici del dipartimento non è possibile, "non abbiamo il collegamento via cavo - spiegano i tecnici interpellati - farlo è troppo costoso". Vengono registrate localmente ed eventualmente prelevate in un successivo momento, in caso ci siano dei problemi tecnici da risolvere, con l'autorizzazione dei vigili. Dunque nessuno osserva le immagini in diretta. Vengono utilizzate solo in caso di denuncia alle autorità giudiziarie e di indagini da parte delle forze dell'ordine. 

Serve un giro di vite. E la presidente Zotta lo promette. "Studieremo un protocollo di intesa per efficientare le comunicazioni tra vigili urbani e Simu". Allo studio anche la proposta del funzionario di polizia Locale: dotare gli uffici del dipartimento di una radio TETRA (il sistema di radiomobili digitali in uso a polizia e carabinieri) per mettersi in contatto con il Comando Generale. "Bisogna cambiare la procedura e arrivare a un metodo di controllo più efficace - ha dichiarato anche il consigliere M5s, Roberto Di Palma - così il sistema non funziona, tra problemi di fax, chiavi e mancate comunicazioni. Dobbiamo partire poi dal monitoraggio della situazione per capire quanti sono gli istituti con allarme, quanti con telecamere, quanti allarmi sono scattati in un anno e quanti furti sono stati effettuati".

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